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Le tasse in Europa al tempo del coronavirus

Pagamenti sospesi, differiti o alleggeriti: ecco come si comporta il fisco nei principali Paesi europei per venire incontro alle esigenze di famiglie e imprese colpite dalla crisi Covid

Le tasse, i contributi, le ritenute e l’Iva sospesi per i mesi di marzo, aprile, maggio (relativi quindi al periodo di chiusura per il coronavirus) potranno essere pagati per il 50%, senza applicazione di sanzioni o interessi, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione, fino a 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre. Il restante 50% potrà essere corrisposto, senza sanzioni e interessi, con una rateizzazione per un massimo di 24 rate mensili di pari importo a partire dal 16 gennaio 2021. L’Italia e i principali Paesi Ue sono venuti incontro a famiglie, imprese e lavoratori per attutire il colpo economico-finanziario della pandemia di Covid-19, riprogrammando anche il calendario dei pagamenti fiscali.

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In Italia il Dl agosto ha rinviato al 15 ottobre (prima era il 31 agosto) la sospensione della notifica di nuove cartelle esattoriali e dell’invio di altri atti della riscossione, così come l’avvio di azioni cautelari ed esecutive (fermi amministrative, ipoteche e pignoramenti) e la seconda rata per Imu, alberghi, cinema, fiere, discoteche e night-club. Sospese nel 2020 anche Tosap e Cosap, per l’occupazione degli spazi pubblici. Fino al 30 novembre sono sospesi anche i pagamenti delle cartelle in scadenza dallo scorso 8 marzo. Entro fine novembre andranno poi effettuati i versamenti da parte di chi ha in corso piani di dilazione dei pagamenti, per i quali il governo ha disposto la sospensione delle rate dallo scorso marzo al prossimo ottobre.Nessun intervento, invece, sui termini della Rottamazione ter e del saldo e stralcio. La deadline per i pagamenti delle rate in scadenza nel 2020 rimane quindi fissato al 10 dicembre.

La Francia ha disposto un differimento di 3 mesi dei versamenti delle imposte dirette, dietro la compilazione di un semplice modulo da presentare in formato cartaceo all’Amministrazione fiscale, direttamente o per il tramite del proprio commercialista. Artigiani, liberi professionisti, micro imprenditori, dirigenti di piccole e medie imprese con meno di 250 dipendenti hanno fino al 31 dicembre per pagare le tasse – quelle dovute tra il 1 marzo e lo scorso 31 maggio, già rinviate una prima volta al 30 giugno – oltre alla possibilità di scaglionare i pagamenti sui prossimi tre anni. Per l’imposta sul reddito dei lavoratori, se il saldo dovuto è inferiore ai 300 euro, l’amministrazione fiscale lo preleverà dal conto bancario il 25 settembre. Se l’importo è superiore a 300 euro, procederà a quattro prelievi uguali tra il 25 settembre e il 25 dicembre.

In Germania con formale richiesta ogni contribuente può richiedere, entro il 31 dicembre, uno o più rinvii delle scadenze fiscali. Inoltre, c’è la possibilità per le aziende di richiedere una detrazione forfettaria del 30% dell’importo totale del reddito su cui è stata calcolata la base imponibile per i pagamenti anticipati 2019, quale riporto delle perdite registrate. È prevista una riduzione dell’imposta sul reddito in relazione al reddito da negoziazione a quattro volte la base imponibile commerciale, disponibile per il periodo di valutazione 2020. L’aliquota Iva è stata ridotta dal 19% al 16% e dal 7% al 5% per un periodo limitato dal 1 luglio al 31 dicembre 2020, oltre al posticipo della scadenza dell’Iva all’importazione, al 26 del mese successivo. è stato aumentato l’importo esentasse delle maggiorazioni fiscali commerciali a 200 mila euro.

In Spagna è stata disposta una sospensione dei versamenti in scadenza nel periodo compreso tra il 13 marzo e il 30 maggio 2020, a favore delle imprese e dei lavoratori autonomi con volume di affari fino a 6 milioni. Il provvedimento è stato applicato a tutti i versamenti – imposte sul reddito, Iva, ritenute – ma nel limite massimo di 30 mila euro.

Nel Regno Unito, a favore di tutte le imprese, è stata predisposta una sospensione dei versamenti dell’imposta sul valore aggiunto in scadenza fino al 30 giugno, con possibilità di “recuperarli” entro la fine del 2020. A favore di tutti i lavoratori autonomi, il governo ha optato per lo slittamento di sei mesi della scadenza di versamento delle imposte sui redditi, dal 31 luglio 2020 al 31 gennaio 2021.

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