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Tornano a crescere gli occupati dopo il lockdown

L'Istat registra 85 mila occupati in più su base mensile. Sale anche il tasso di disoccupazione (al 9,7%) ma è l'effetto del ritorno alla ricerca di lavoro da parte degli italiani

Dopo 4 mesi di flessione il mercato del lavoro ha dato un primo segnale di ripresa. In base ai dati Istat, infatti, gli occupati sono aumentati di 85mila unità e 80mila di quei nuovi posti sono andati a lavoratrici donne, più colpite dagli effetti del lockdown. Nel complesso, il tasso di occupazione sale di 0,2 punti, al 57,8%. Inevitabilmente, però, rispetto alla situazione pre pandemia il quadro è drammatico ed è probabile che peggiorerà ancora con la fine del blocco dei licenziamenti.

A luglio, dopo quattro mesi di flessioni consecutive, l’occupazione registra un aumento su base mensile (+0,4% pari a +85mila unità) che coinvolge le donne (+0,8% pari a +80mila), i dipendenti (+0,8% pari a +145mila) e tutte le classi d’età, ad eccezione dei 25-34enni. Gli uomini occupati risultano sostanzialmente stabili, mentre diminuiscono gli indipendenti. Nel complesso, il tasso di occupazione sale al 57,8% (+0,2 punti percentuali). Da febbraio il livello dell’occupazione è sceso di quasi 500mila unità, che salgono a 556mila se il confronto è con luglio 2019: a luglio avevano un lavoro 22,8 milioni di persone contro i 23,2 milioni di febbraio.

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Ma il Covid non ha danneggiato tutti allo stesso modo: mentre i lavoratori con contratto stabile sono stati “protetti” dalla cassa integrazione, il crollo ha colpito quelli a termine: sono 440mila in meno rispetto a febbraio. I permanenti, al contrario, sono aumentati di 38mila unità. Anche a luglio l’incremento degli occupati dipende interamente dai lavoratori dipendenti: gli autonomi sono diminuiti di 60mila unità.

I penalizzati dal Covid restano i giovani: tra febbraio e luglio si sono persi 375mila posti nella fascia tra i 15 e i 34 anni di età. A luglio il tasso di disoccupazione per i 15-24enni ha toccato il 31,1% tornando sopra il 30% per la prima volta da aprile 2019 ed è salito al 15,9% per i 25-34enni. Solo 6mila tra gli 85mila nuovi occupati di luglio sono under 24, mentre nella fascia 25-34 anni gli occupati sono scesi di 3mila unità. I nuovi posti si concentrano tra i 35-49enni e, in misura minore, nella fascia successiva, quella degli over 50.

Il tasso di disoccupazione generale è risalito al 9,7% (+0,5 punti) perché sono aumentate in modo “consistente”, spiega Istat, le persone in cerca di lavoro: 134mila unità in più rispetto al mese prima. Durante il lockdown e subito dopo, infatti, anche le attività di ricerca di un posto si erano ovviamente fermate. Con l’avvio della ripresa sono ripartite, facendo crollare il numero degli inattivi: -224mila unità. Il tasso di inattività è sceso al 35,8%, -0,6 punti.

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