A scuola vanno usate le mascherine chirurgiche. Il Comitato tecnico scientifico le preferisce a quelle di comunità (cioè di stoffa) contando sugli 11 milioni di pezzi che il commissario Domenico Arcuri ha promesso di inviare ogni giorno agli istituti. Per i docenti invece il Cts ha dato il via libera alla mascherina trasparente: il nome tecnico è “mascherina per lettura labiale”, un dispositivo che permette di leggere il labiale degli insegnanti e facilita la comprensione e il dialogo anche in caso di alunni non udenti.
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«In questi mesi si sono moltiplicati gli studi sull’efficacia anti-Covid dei vari tipi di mascherine e visiere disponibili. Ebbene, le chirurgiche sono all’insegna della massima prudenza, anche perché sono usa e getta e non presentano dubbi legati, ad esempio, alla disinfezione e al riuso», spiega il virologo dell’Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco, sottolineando poi quanto sia prioritario che la distribuzione negli istituti sia «regolare» con un «ricambio adeguato e la gratuità dei dispositivi».
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— MI Social (@MIsocialTW) September 1, 2020
Il commissario speciale per l’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri fornirà 11 milioni di dispositivi di protezione agli istituti italiani con misure e taglie differenti a seconda dell’età. Gli istituti dovranno poi riorganizzare la distribuzione mattutina per evitare assembramenti. Le mascherine, come stabilito dal Cts, dovranno essere indossate nelle scuole elementari solo in caso di spostamenti. Mentre nelle medie e superiori resta l’obbligatorietà anche al banco.




