Politica

Elezioni, in 185 Comuni si voterà fuori dalle scuole

Le prefetture hanno raccolto le disponibilità arrivate dai sindaci e svolto ispezioni per verificare che gli edifici fossero a norma. Complessivamente sono 520 le sezioni elettorali che saranno così spostate fuori dalle aule

Appena una settimana dopo la prima campanella le lezioni in molti istituti si dovranno interrompere per consentire l’allestimento dei seggi. Ma 185 Comuni hanno individuato sedi extrascolastiche dove far svolgere il voto per referendum, Regionali e Comunali. Alcune regioni – tra cui Puglia, Campania, Abruzzo, Calabria e Basilicata – hanno deciso direttamente di rinviare l’inizio dell’anno scolastico al 24 settembre. Il Viminale aveva avviato una ricognizione per verificare la possibilità di sedi alternative alle aule in modo da non fermare le lezioni dopo il lungo stop dovuto al Covid. Inoltre così si evita a doppia sanificazione, prima e dopo l’ingresso ai seggi.

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Le prefetture hanno raccolto le disponibilità arrivate dai Comuni e svolto ispezioni per verificare che gli edifici fossero a norma. Complessivamente sono 520 le sezioni elettorali che saranno così spostate fuori dalle aule. La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha insediato un gruppo di lavoro sul tema, con l’obiettivo di organizzarsi in vista delle amministrative del 2021, quando si punta ad aumentare considerevolmente i seggi extrascolastici.

Intanto vengono organizzati seggi speciali negli ospedali per consentire il voto a chi è in quarantena per il Covid o ricoverato alle prossime consultazioni del 20 e 21 settembre. Le sezioni ospedaliere avranno il compito di andare nelle abitazioni degli elettori. Proprio per incrementare il numero delle sezioni ospedaliere e ampliare la platea dei comuni nei quali istituirle, il decreto legge 103 del 2020 prevede la loro costituzione anche nelle strutture sanitarie con almeno 100 posti letto, derogando rispetto al limite ordinario di 200. Dal ministero spiegano che la scelta di affidare la raccolta del voto domiciliare alle sezioni ospedaliere, composte da personale appositamente formato, «è dovuta all’esigenza di garantire la sicurezza sanitaria anche nella fase dello scrutinio».

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