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Brexit, l’Ue minaccia Londra con azioni legali per la legge sull’Irlanda del Nord

Il vicepresidente della Commissione Ue Sefčovič ha ricordato che se la legge venisse adottata, costituirebbe una violazione molto grave degli accordi su Brexit e del diritto internazionale

Un nuovo scontro tra Unione europea e Regno Unito fa allontanare la speranza di arrivare a un accordo per il dopo Brexit. Dopo un incontro d’urgenza a Londra tra il ministro britannico Michael Gove e il vicepresidente della Commissione Ue Maroš Šefčovič, Bruxelles ha chiesto al Regno Unito di ritirare un disegno di legge sul mercato interno che viola alcune clausole dell’accordo stretto lo scorso anno su Brexit e che riguardano l’Irlanda del Nord.

Šefčovič ha invitato il governo britannico a togliere queste clausole «nel più breve tempo possibile e comunque entro la fine del mese» di settembre. «Presentando questo progetto di legge», ha dichiarato Šefčovič, il Regno Unito ha «seriamente danneggiato la fiducia tra l’Ue e il Regno Unito. Spetta ora al governo britannico ristabilire questa fiducia».

All’origine del nuovo diverbio c’è la questione spinosa dei protocolli per l’Irlanda del Nord, una parte fondamentale dell’accordo sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, il cosiddetto Withdrawal Agreement o accordo di recessione. Con il nuovo progetto di legge – ancora in fase di discussione alle Camera dei Comuni – il Regno Unito punta ad eliminare i controlli doganali sulle merci in movimento tra il Regno Unito e l’Irlanda del Nord. In attesa di un accordo commerciale tra i due blocchi, i ministri britannici avrebbero così facoltà di modificare o annullare le nuove regole che altrimenti entrerebbero in vigore il 1 gennaio 2021. Per l’Unione europea però si tratta di un’inaccettabile violazione dell’accordo e quindi del diritto internazionale.

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La linea di Downing street non è altro che una difesa dell’autonomia di Londra da Bruxelles. In una nota diffusa dopo l’incontro, il governo britannico rivendica il diritto di «precedenza» della legislazione nazionale «sull’Accordo di Recesso». «Il Parlamento è sovrano – si legge in una nota del governo britannico diffusa dalla Bbc – per quanto riguarda il diritto interno e può approvare una legislazione che viola gli obblighi del Regno Unito nel trattato e non agirà in modo incostituzionale nell’attuare tale legislazione».

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