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Oms contraria alla riduzione della quarantena: «Resti di 14 giorni»

Dopo la Francia anche l’Italia pensa di ridurre a sette i giorni della durata dell'isolamento per le persone risultate positive al coronavirus. Speranza: «Valuteremo con il Cts»

Dopo che il consiglio scientifico della Francia ha dato il via libera alla riduzione da quattordici a sette giorni della durata della quarantena per le persone risultate positive al coronavirus, anche l’Italia guarda con interesse a questa soluzione. «Qualche Paese – ha detto il premier Giuseppe Conte – sta discutendo della riduzione della quarantena, è prospettiva importante. Se dovessimo ridurre la quarantena si ridurrebbero anche i costi sociali ed economici». Ma l’Oms mette in guardia contro un simile provvedimento e raccomanda di mantenere la quarantena a quattordici giorni.

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Tre giorni senza sintomi per far uscire dall’isolamento chi ha avuto l’infezione da nuovo coronavirus, senza che sia necessario ripetere il tampone a distanza di ventiquattro ore. È la posizione dell’Oms riportata nelle Linee guida dui giugno, anche in considerazione del fatto che chi ha superato il Covid-19 può risultare positivo ancora per settimane ai test basati sulla ricerca di particelle del virus SARS-CoV-2 nei campioni biologici prelevati con il tampone. I presupposti per uscire dall’isolamento senza dover ripetere il test riguardano i pazienti sintomatici, i quali sono tenuti ad attendere dieci giorni dall’insorgenza dei sintomi, più almeno tre giorni aggiuntivi senza sintomi (inclusi febbre e problemi respiratori); negli asintomatici è necessario aspettare dieci giorni dopo il test positivo. L’Organizzazione mondiale della sanità continua, dunque, «a raccomandare una quarantena di 14 giorni per le persone che sono entrate in contatto con casi di Covid-19».

«Questa raccomandazione – precisa Cristiana Salvi, programme manager External Relations Health Emergencies and Communicable Diseases dell’Oms Europa – si basa sui dati disponibili relativi ai periodi di incubazione: la media è di circa 4-5 giorni, con un limite superiore di 14 giorni. Alcuni paesi stanno valutando una riduzione del periodo di quarantena combinata ad una attività di test, prendendo in considerazione sia le evidenze scientifiche che fattori sociali. L’esempio francese può essere visto come quello di un paese che adatta la propria risposta al virus all’accettazione delle misure da parte del pubblico per poter aumentare l’adesione. Noi stiamo seguendo queste discussioni, ma difendiamo la nostra raccomandazione di una quarantena di 14 giorni per prevenire una ulteriore trasmissione».

Fermo restando il principio di massima precauzione seguito sinora, anche in Italia della questione è stato investito il Cts. «C’è un dibattito aperto – ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza – ed ora l’opinione prevalente è che si deve approfondire perché si può ipotizzare una riduzione ma la valutazione la faremo con il Cts anche con gli altri Paesi Ue. Ci sono diverse soluzioni, noi ci inspiriamo al principio di prudenza».

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