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Coronavirus, Israele pronto a un secondo lockdown: è il primo Paese al mondo

La decisione verrà convalidata domenica: gli israeliani non potranno allontanarsi dalle proprie abitazioni per oltre 500 metri, le scuole saranno chiuse così come tutti gli esercizi privati non indispensabili

Israele chiude tutto, di nuovo. Il comitato ministeriale per il coronavirus ha proposto un secondo lockdown per cercare di rallentare l’epidemia: i casi hanno superato i 4000 per due giorni di fila, i morti sono oltre 500, più della metà da agosto in avanti. La decisione sarà convalidata dal governo domenica. Nella fase iniziale il lockdown durerà due settimane e riguarderà la festa di Rosh ha-Shanà (il Capodanno ebraico) ed il digiuno di Kippur. Se avrà l’effetto sperato, sarà poi allentato in forma molto graduale.

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Il nuovo lockdown partirà probabilmente dopo mercoledì, ossia al ritorno del premier Benyamin Netanyahu da Washington, dove il 15 settembre saranno firmati gli accordi di pace fra Israele ed Emirati arabi uniti. Una volta che il lockdown sarà entrato in vigore, gli israeliani non potranno allontanarsi dalle proprie abitazioni per oltre 500 metri. Scuole e università saranno chiuse, così come tutti gli esercizi privati non indispensabili. Preghiere potranno essere tenute solo all’aperto o in spazi ritenuti idonei dalle autorità sanitarie.

Solo ieri, si sono registrati 4.038 nuovi casi di Covid. Il ministero della Sanità ha specificato che dall’inizio della pandemia 146.542 persone sono state contagiate. Attualmente i malati sono 33.920, dei quali 982 sono ricoverati in ospedali. I casi gravi sono oggi 489: erano 419 una settimana fa. Oltre mille i decessi. Insieme ai nuovi casi cresce anche il malcontento nei confronti del primo ministro Benyamin Netanyahu: secondo quanto rilevato da un sondaggio pubblicato da Israel ha-Yom, il 59% degli intervistati ritiene la sua gestione della crisi sanitaria “non buona” o “pessima”, mentre il 545 ha criticato il comportamento del governo in campo economico.

Per settimane i ministri hanno discusso se approvare o meno il nuovo lockdown. Il medico incaricato di coordinare le operazioni anti-Covid 19 proponeva di chiudere solo le città rosse dove la diffusione del virus è ormai fuori controllo. Il problema è che queste 30 zone sono a maggioranza ultraortodossa o a maggioranza araba. I partiti ultraortodossi fanno parte della coalizione e hanno minacciato il premier Benjamin Netanyahu di fargli saltare il governo, se avesse imposto una chiusura mirata alla comunità. I rabbini si sono ribellati fin dai primi giorni dell’epidemia a qualunque regola che limitasse lo studio nelle scuole religiose o gli assembramenti dei fedeli.

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