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Dalle mascherine al distanziamento tra i banchi: ecco come riparte la scuola

A sei mesi dalle ultime lezioni in presenza riaprono gli istituti di gran parte d'Italia, con nuove regole da rispettare dentro e fuori le classi

A distanza di oltre sei mesi dalle ultime lezioni in presenza, riaprono le scuole della maggior parte delle regioni italiane, con la messa in pratica delle linee guida e dei protocolli decisi dal governo nelle scorse settimane, dopo mesi di preoccupazioni e discussioni legate alla pandemia da coronavirus. Bisognerà ancora aspettare in Friuli Venezia Giulia dove le lezioni riprenderanno mercoledì 16, in Sardegna martedì 22 settembre e in Puglia, Calabria, Basilicata, Abruzzo e Campania soltanto mercoledì 24 (erano ricominciate già la scorsa settimana in provincia di Bolzano).

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In condizioni normali, quest’anno la didattica digitale è prevista solo per le scuole superiori e comunque solo in modalità mista, ovvero in alternanza con la didattica in presenza: mentre una parte degli studenti fa lezione in classe, un altro gruppo è collegato da casa. Per elementari e medie invece la didattica digitale non è prevista se non in caso di quarantena di una classe (cioè quando un compagno risulti positivo al tampone) o di chiusura temporanea della scuola per la presenza di un focolaio o infine per un peggioramento del livello dei contagi che determini nuovi lockdown localizzati.

Il Ministero ha stabilito che le scuole non misurano la temperatura di personale e alunni, ma che la rilevazione si deve fare a casa. Al momento il governo è impegnato in una contesa con la regione Piemonte dove il governatore Alberto Cirio ha emanato un provvedimento che invece impone alle scuole di provvedere. Anche il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha comprato termoscanner per le scuole che lo hanno richiesto al fine di consentire una doppia rilevazione della temperatura. Anche i Comuni di Milano e Roma hanno previsto la misurazione della febbre all’ingresso di nidi e scuole materne che sono di loro competenza.

Le nuove norme sulla sicurezza, tendono a ridurre al minimo l’accesso a scuola dei genitori: dai colloqui con i docenti ai consigli di classe e d’istituto, quest’anno quasi tutti gli incontri avverranno in maniera virtuale, ovvero utilizzando una piattaforma digitale. L’unica eccezione ammessa è per i genitori dei bambini da 0-6 anni, che possono accompagnare i figli dentro l’edificio – purché si mettano la mascherina – e aiutarli a cambiarsi prima di entrare in classe.

L’orario d’ingresso varia non solo da scuola a scuola ma anche da classe a classe. Per evitare assembramenti davanti agli istituti ma anche per limitare l’uso dei mezzi pubblici nell’orario di punta, il comitato tecnico scientifico e il ministero dell’Istruzione hanno consigliato gli ingressi a scaglioni: due o più a seconda delle classi e del numero di accessi della scuola: il primo ingresso consigliato è alle 7.45, ma ci sono scuole che hanno scaglioni fino alle 9.30-10. Lo stesso vale per le uscite che verranno ritardate secondo la suddivisione delle entrate.

La mascherina è obbligatoria (dai 6 anni in su) quando si è in movimento dentro la scuola: ingresso, intervallo e spostamenti vari, che vanno comunque limitati al massimo. Quando si è fermi al banco si può togliere, a meno che non ci sia il distanziamento prescritto di un metro. Chi vuole sentirsi più sicuro può tenerla anche da seduto ma va cambiata ogni 4 ore. Gli insegnanti la tolgono per le spiegazioni dalla cattedra, quando sono a distanza di due metri dagli alunni, mentre sono tenuti a indossarla se si muovono fra i banchi. Dovrebbe essere la scuola a consegnare al personale e agli studenti le mascherine chirurgiche. Per gli educatori delle scuole di infanzia si sta valutando l’opportunità di adottare delle mascherine trasparenti.

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Nonostante il Comitato tecnico scientifico abbia parlato della necessità di assicurare un distanziamento da bocca a bocca di un metro, senza specificare la disposizione dei banchi, la maggior parte delle scuole ha pensato di mettere i tavolini uno dietro l’altro, senza che i bambini possano guardarsi in faccia. Per le attività fisiche, che non possono essere svolte per ovvi motivi con la mascherina, la raccomandazione è di farle all’aperto o mantenendo un distanziamento di almeno due metri in palestra. Sconsigliati gli sport di squadra che implicherebbero un contatto fisico. Anche la palestra come le aule va pulita tutti i giorni, così gli spogliatoi e gli altri locali adibiti allo sport a scuola.

L’intervallo, recitano le linee guida, si fa a scaglioni per evitare assembramenti. Non dovrebbero neppure esserci contatti tra alunni delle diverse classi. Se i corridoi o i cortili sono troppo piccoli la scuola può prevedere che la sosta si faccia in classe. Anche la la mensa è prevista: dove non si può va sostituita con un pranzo in classe, con monoporzioni. In mensa si arriva con la mascherina e a turni.

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