ItaliaPrimo Piano

Coronavirus, la quarantena resta di 14 giorni: per il Cts servono ulteriori verifiche

La decisione definitiva, sulla possibile riduzione a 10 giorni, arriverà nei prossimi giorni: il timore è il rischio di un nuovo lockdown come in Israele

La quarantena di chi è entrato a contatto con un positivo al coronavirus resta, per ora, di 14 giorni. Il Comitato tecnico scientifico ha cominciato la discussione sulla riduzione a 7 o 10 giorni del periodo di tempo durante il quale si osserva se compaiono i sintomi del Covid. Si è analizzato il documento della Francia che, invece, ritiene ha scelto di ridurre da 14 a 7 giorni il periodo di isolamento. Ma le motivazioni degli esperti francesi non convincono.

Innanzitutto c’è la posizione espressa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha estressamente raccomandato di mantenere la quarantena a due settimane. E poi la lettera con la quale il 27 agosto il Centro europeo per il controllo delle malattie ha risposto alla richiesta in merito della Germania, facendo notare che accorciare la quarantena di 4 giorni – da 14 a 10 – comporterebbe una perdita di rilevamento dei casi sintomatici secondari tra i contatti stretti di quelli confermati di circa il 6%. «Una percentuale tutt’altro che residuale in uno scenario in cui il livello di esposizione è alto», fanno notare dal Cts.

LEGGI ANCHE: Dai sette giorni di Parigi alle tre settimane di Shanghai: quanto deve durare la quarantena?

Altri due elementi, per gli esperti del Cts, sconsiglierebbero la riduzione dei tempi: il trend dei contagi in aumento e la riapertura delle scuole, per ora non ancora in tutto il Paese, che certamente avrà ripercussioni sull’andamento della curva epidemica. Decidere di tagliare i tempi dell’isolamento nel momento in cui il Paese affronta il primo vero banco di prova dalla riapertura post lockdown, rischierebbe dunque di avere un impatto negativo sul contenimento del virus. Perché «è vero, la quarantena di 7-10 giorni ridurrebbe anche i costi sociali ed economici, ma se poi i focolai epidemici riesplodono – considera uno degli esperti – rischiamo di trovarci nelle condizioni di Israele». Il timore, dunque, è quello che la situazione sfugga di mano, che ci si trovi a dover proclamare un nuovo lockdown, come è stato costretto a fare il governo di Netanyahu.

Il Cts non intende derogare al principio della massima precauzione che ha ispirato tutte le valutazioni e le decisioni, quindi almeno per il momento è orientato a respingere ogni ipotesi di isolamento breve. Dalla riunione è emerso che serviranno ulteriori verifiche per stabilire se sia opportuno ridurre la quarantena, attualmente fissata a 14 giorni, per portarla a 10 giorni, mentre sembra sia escluso invece il limite di 7 giorni come in Francia. Gli esperti hanno espresso la necessità di un confronto anche con le istituzioni internazionali, a partire dall’Oms e dal centro europeo di controllo delle malattie (Ecdc).

Tags
Back to top button
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi