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Recovery Fund: ecco i progetti dell’Italia

Il governo potrà utilizzare i 209 miliardi in arrivo dall’Unione europea per rilanciare l’economia dopo la crisi innescata dal coronavirus

«Se le Camere lo riterranno opportuno, il governo è disponibile a riferire sulle linee essenziali del documento, sia nelle sedi decentrate delle commissioni sia nella sede plenaria dell’assemblea. In ciascuno dei passaggi, nello spirito di massima collaborazione e sinergia tra governo e Parlamento, sarà assicurato il pieno coinvolgimento delle Camere al fine di recepire indirizzi, valutazioni e proposte concrete di intervento». Una lettera del presidente del consiglio Giuseppe Conte accompagna le linee guida del governo per il piano nazionale di ripresa e resilienza, cioè l’elenco dei progetti «che l’Italia dovrà presentare alla commissione europea nei
prossimi mesi» per aver accesso al Recovery Fund.

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Il documento, in tutto 72 pagine, è una extended version di quello approvato la settimana scorsa dal Comitato per gli affari europei. Le macro aree di intervento restano sei, con quale ritocco: digitalizzazione e innovazione, voce alla quale si aggiunge anche la competitività del sistema produttivo. Poi rivoluzione verde, infrastrutture per la mobilità, equità sociale, salute. Resta anche istruzione e formazione, ma qui aggiungono ricerca e cultura. Gli obiettivi generali restano il raddoppio del tasso di crescita del Pil, dallo 0,8% dell’ultimo decennio all’1,6%, e l’aumento di 10 punti percentuali del tasso di occupazione.

«Completamento della rete nazionale di telecomunicazioni in fibra ottica», interventi per «lo sviluppo del 5G» ma anche la realizzazione di datacenter e cloud e l’arrivo dell’«Identità Digitale Unica per cittadini e imprese». Sono questi alcuni dei capitoli previsti da una delle sei ‘missioni’ – quella relativa a “Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo” – indicate nelle linee guida per il Recovery Plan.

Oltre alla realizzazione dell’Alta velocità ferroviaria al Sud, un altro punto importante della mobilità è rappresentato dalla revisione delle concessioni autostradali «al fine di garantire maggiore trasparenza competitività tra gli operatori e il corretto equilibrio tra l’interesse pubblico e l’interesse imprenditoriale, nonché il costante miglioramento del servizio per gli utenti, dando tempestiva attuazione alle delibere dell’Autorità di regolazione dei Trasporti».

Sono previste anche infrastrutture per una graduale de-carbonizzazione nei trasporti, piani di forestazione urbana e anche rimboschimenti per limitare i rischi idrogeologici; investimenti in economia circolare partendo da rifiuti e fonti rinnovabili; gestione integrata del ciclo delle acque; fiscalità di vantaggio per le imprese sostenibili; sostegno alla transizione ecologica per l’agricoltura, l’industria e la siderurgia per attuare quella “rivoluzione verde e transizione ecologica” che il governo ha inserito tra le linee guida del Recovery Plan prevedendo investimenti finalizzati a conseguire gli obiettivi dell’European Green Deal.

Si conferma l’attenzione sull’equità sociale, di genere e territoriale. Per raggiungere l’obiettivo si parla di creazione di posti di lavoro e tutela del reddito, oltre a politiche attive anche a favore dell’occupazione giovanile, dal contrasto al lavoro sommerso all’«empowerment femminile» con percorsi di formazione, occupabilità e autoimprenditorialità a favore delle donne e con l’obiettivo di ridurre il gender pay gap. Centrali il Family Act «raccordato alla riforma dell’Irpef» e l’attuazione del Piano Sud 2030.

Nella macroarea ‘salute’ rientrano i progetti volti a migliorare la qualità ricettiva degli ospedali, compresi i letti in terapia intensiva, la digitalizzazione dell’assistenza medica, promuovendo la diffusione del fascicolo sanitario elettronico e la telemedicina, la diffusione delle strutture del SSN, il sostegno alla ricerca medica, immunologica e farmaceutica. «Uno specifico investimento – si legge – sarà prontamente avviato sulla cronicità e le cure a domicilio per superare le attuali carenze del sistema delle Rsa».

Ammodernamento anche del sistema scuola con il cablaggio con fibra ottica delle infrastrutture scolastiche e universitarie da riqualificare anche in chiave di efficienza energetica e antisismica. Ma anche l’arrivo di infrastrutture per e-learning e il potenziamento degli asili e i nidi tra zero e sei anni. Tra i ‘capitoli’ della missione “Istruzione, Formazione, Ricerca e Cultura” delle linee guida per il Recovery Plan anche il potenziamento della ricerca, la riqualificazione e formazione del personale docente, la digitalizzazione dei processi e degli strumenti di apprendimento. Si punta anche a nuovi strumenti digitali per la tutela del patrimonio culturale.

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