Una segreteria politica da affiancare al capo. La novità organizzativa della Lega è stata confermata durante la riunione con i coordinatori regionali a Roma e annunciata da Matteo Salvini a “Porta a Porta”: «Ci sarà una segreteria politica. Io più delego, più son contento. È un momento in cui la società ha bisogno di risposte precise. Abbiamo creato dei dipartimenti. Quindi ci stiamo organizzando alla vecchia maniera. Non credo al partito di plastica, alla piattaforma Rousseau e al partito spot, credo ai consiglieri comunali e regionali».
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Oltre ai dipartimenti divisi per temi, la Lega Salvini premier si doterà, quindi, di un nuovo organismo collegiale che affiancherà il segretario nella definizione dell’indirizzo politico del partito. Nomi definitivi non ce ne sono ancora ma si pensa che nella nuova segreteria politica entreranno a far parte l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti agli esteri, gli ex ministri Gian Marco Centinaio all’agricoltura, Erika Stefani all’autonomia, Giulia Bongiorno alla Giustizia, l’ ex candidata in Emilia-Romagna Lucia Borgonzoni alla cultura, il senatore Alberto Bagnai all’economia.
La riorganizzazione del partito è stata avviata a partire da inizio anno, dopo il congresso federale che ha avviato il progressivo passaggio di tutti organi del partito dalla Lega Nord alla Lega Salvini premier. Dopo la sconfitta nelle elezioni regionali in Emilia Romagna, il segretario leghista ha poi accelerato il processo, avviando la nomina dei responsabili dei dipartimenti tematici, che si è conclusa a primavera. Ora, la conferma della costituzione di una segreteria politica che lo affiancherà nella definizione della linea del partito.
La Lega fin dalle sue origini costruito attorno alla figura del capo – prima di Salvini, con Umberto Bossi e Roberto Maroni – la Lega ha avuto storicamente due tipi di organi collegiali: il consiglio federale in cui sedevano tutti i segretari regionali, oltre ai governatori e ai capigruppo, e una segretaria politica più ristretta. Durante gli ultimi anni di guida di Bossi era Maroni a guidare la segreteria politica, organo che poi ha riproposto durante il suo mandato.




