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Brexit, accordo sempre più lontano: la Ue avvia azione legale contro il Regno Unito

La Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione contro Londra. Al centro del contenzioso la legge sul mercato interno

La Commissione europea ha deciso di avviare una procedura d’infrazione nei confronto del Regno Unito per la violazione degli accordi sulla Brexit, rendendo sempre più lontano un accordo sull’uscita definitiva dall’Unione. La presidente Ursula von der Leyen ha inviato di una «lettera di notifica formale» al governo britannico, che avrà un mese di tempo per rispondere. Da Londra fanno sapere che Boris Johnson non intende fare passi indietro sulla legge sul mercato interno, oggetto del contendere.

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Il 9 settembre scorso il governo di Boris Johnson ha presentato un progetto di legge che è «una palese violazione del protocollo su Irlanda — spiega la Commissione — perché consentirebbe alle autorità del Regno Unito di non tener conto degli effetti giuridici delle disposizioni sostanziali del protocollo nel quadro dell’accordo di recesso». «Avevamo invitato il Regno Unito — ha detto von der Leyen — a rimuovere le parti problematiche della legge sul mercato interno entro la fine di settembre». Nonostante le richieste dell’Ue di ritirare le parti controverse del progetto di legge, il governo britannico pur riconoscendo la violazione ha però deciso di andare avanti. In questo modo Londra ha disatteso l’articolo 5 dell’accordo di recesso che stabilisce, come ricordato dalla Commissione, che «l’Unione europea e il Regno Unito devono adottare ogni misura atta ad assicurare l’adempimento degli obblighi derivanti dall’accordo e astenersi da qualsiasi misura che possa mettere in pericolo la realizzazione dei suoi obiettivi».

La mossa della Commissione riguarda l’accordo di divorzio già raggiunto tra le parti ratificato dall’Ue e dal Regno Unito, ed entrato in vigore il primo febbraio 2020, e non le future relazioni commerciali di cui stanno discutendo in questi mesi Unione europea e Gran Bretagna per scongiurare un «no deal» al 31 dicembre. In base alla Brexit durante tutto il periodo di transizione la Commissione Europea può trattare il Regno Unito allo stesso modo di uno stato membro e le eventuali controversie devono essere risolte dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea. Londra può, dunque, ancora essere colpita dalla procedura di infrazione Ue, con tutte le conseguenze in caso di condanna, in quanto è ancora un Paese membro dell’Unione fino al 31 dicembre, giorno nel quale scadrà il periodo di transizione e il Regno uscirà formalmente dal club europeo. Di fronte all’iniziativa di Bruxelles, il governo Johnson però fa muro. «Abbiamo bisogno di creare una zona di sicurezza per proteggere l’integrità del mercato del Regno», ribatte una portavoce di Downing Street.

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