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Coronavirus, crescono i contagi: il confronto tra regioni spaventa il Sud

L’Osservatorio Nazionale sulla Salute sta monitorando l’evoluzione dell’epidemia in tutte le 20 regioni: le aree del Nord maggiormente colpite nella prima fase hanno attraversato meglio l’ultimo periodo. Preoccupano, invece, Sardegna, Campania, Lazio e Sicilia

Torna sopra i 100mila il numero di tamponi effettuati e cresce così anche il numero di casi da coronavirus in Italia. Nelle ultime 24 ore, secondo il bollettino diffuso dal ministero della Salute, sono 1.851 i nuovi positivi individuati nel Paese a fronte di oltre 105mila test effettuati. La Campania si conferma ancora la regione con il maggior numero di nuovi contagi: sono infatti 287 i casi in più registrati sul territorio campano nelle ultime 24 ore. Seguono il Lazio con 210, la Lombardia con 201, il Piemonte e la Sicilia con 170 (quest’ultima ha comunicato che dei 170 nuovi positivi, 29 sono militari della Marina sbarcati a Siracusa dalla nave Margottini), il Veneto con 155, la Toscana con 120, la Puglia con 99. Anche se nessuna regione o provincia autonoma ha registrato zero casi.

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Ma per comprendere l’andamento dell’epidemia da coronavirus in Italia i bollettini giornalieri non bastano. E se il tasso di letalità si è ridotto rispetto alla fase iniziale della pandemia, l’andamento dei contagi in alcune regioni risulta preoccupante. Confrontando i dati attuali (al 24 settembre) con quelli registrati fino al 16 giugno si noterà subito come la mortalità sia scesa dal 14,5% all’11,5%. Allo stesso tempo, tuttavia, in alcune regioni i contagi risultano pericolosamente in crescita: l’allarme resta elevato specialmente in Sardegna, Campania, Lazio e Sicilia. Sono i dati raccolti dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane.

Non è una novità che Sardegna, Lazio, Campania e Sicilia abbiano avuto un incremento di durante le vacanze estive. Guardando però alle percentuali, si nota come le Regioni del Nord – quali Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Piemonte – maggiormente colpite nei mesi invernali e primaverili hanno attraversato meglio l’ultimo periodo. La Sardegna ha subito un incremento del 154,2% (positivi passati da 1.365 a 3.471), la Campania del 140,7% (da 4.613 a 11.102), il Lazio del 90,8% (da 7.967 a 15.205) e la Sicilia del +83,8% (da 3.460 a 6.359). Per fare un esempio pratico, se in Campania il numero medio di contagi giornalieri era pari a 67 nel primi due mesi di pandemia, questo è salito a 102 tra metà luglio e settembre. In Sardegna la media dei casi giornalieri è salita da 21 a 35, nel Lazio da 101 a 110 e in Sicilia da 49 a 53.

Al contrario, le regioni del Centro-Nord che si erano affacciate all’estate con dei numeri elevati, hanno registrato un importante rallentamento nei mesi estivi: Lombardia +14,6%, Piemonte +11,5%, Veneto +37,4%, Emilia Romagna 23,5%. «La seconda fase della pandemia sperimentata in Lombardia è sostanzialmente diversa dalla prima», si legge nel report. Il numero di nuovi casi «evidenzia un aumento assai più lento» di quello osservato quando la Lombardia era la Regione più colpita dalla pandemia.

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