Politica

Coronavirus, 41 parlamentari in quarantena: manca il numero legale

A Montecitorio bisognava votare la risoluzione sulla gestione della pandemia: il centrodestra non ha partecipato e per due volte non si è raggiunta la soglia minima

Manca per ben due volte il numero legale alla Camera per il voto sulle risoluzioni legate alle comunicazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, in merito alla proroga al 31 gennaio 2021 dello stato di emergenza sanitaria Covid e al nuovo Dpcm. La maggioranza traballa? No, il non raggiungimento della soglia minima è dovuto all’assenza di 41 deputati dello schieramento di governo risultano in quarantena fiduciaria. Il centrodestra, infatti, non ha partecipato al voto, lasciando quindi ai gruppi di maggioranza l’onere di garantire il numero minimo di deputati, cioè la maggioranza dei componenti: soglia mancata per 15 voti. La votazione è stata rimandata a mercoledì.

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È per questo motivo dopo il rinvio capogruppi della maggioranza (Emanuele Fiano del Pd, Davide Crippa del M5S, Federico Fornaro di Leu) e la deputata di Iv e Silvia Fregolent hanno chiesto che i 41 parlamentari dello schieramento in quarantena fiduciaria – e quindi impossibilitati a partecipare alla seduta – fossero considerati «in missione», cioè assenti giustificati, con conseguente abbassamento del quorum che determina il numero legale. Questa misura era infatti stata adottata provvisoriamente a marzo per i deputati che che abitavano nelle zone Rosse. Il vicepresidente Ettore Rosato ha tuttavia sottolineato che la missione va richiesta, cosa che non è stato fatto da parte dei 41 deputati in quarantena (21 del Pd,14 del M5S, 5 di Iv e 1 di Leu) . Proprio lunedì alla Camera erano state bloccate due commissioni (Bilancio e Esteri) per la positività al Covid di Beatrice Lorenzin e del sottosegretario Riccardo Merlo.

Per le opposizioni, però, «è molto grave» che su un argomento delicato come le nuove misure anti Covid e la proroga dello stato di emergenza la maggioranza non sia in grado di garantire i numeri. «Sinistra e Cinquestelle non riescono a garantire il numero legale nel voto sulla loro risoluzione, nella quale hanno ingannevolmente inserito anche la proroga dello stato di emergenza. È questa maggioranza in frantumi che dovrebbe gestire l’aumento dei contagi, le risorse del Recovery Fund, la stagione complessa che stiamo affrontando?» si chiede la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. E se Riccardo Molinari della Legaaccusa la maggioranza di «voler imporre una forzatura ma di non avere neppure i numeri per farlo», Maria Stella Gelmini di Forza Italia «chiama» il premier in Parlamento: «Ma voi pensate davvero che il dialogo con l’opposizione – dice- debba servire solo a voi per garantire il numero legale, o volete un rapporto vero e ripristinare un metodo di confronto? Noi vogliamo discutere con il presidente del Consiglio della proroga dello stato d’emergenza, la nostra è una richiesta di buon senso».

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