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Coronavirus, Speranza convoca d’urgenza il Cts: «Valuteremo altre restrizioni»

Il ministro della Salute ha convocato una riunione per decidere le misure da inserire nel prossimo Dpcm: si discuterà di nuovi divieti, ma anche della riorganizzazione del sistema dei tamponi

Con 5.372 contagi e 28 morti nelle ultime 24 ore il governo ha messo in atto un piano di controllo che evolve di giorno in giorno. Prima si è parlato della stretta sulle feste private e sulle cerimonie, poi dello stop alla sosta in piedi davanti ai locali. E il ministro della Salute Roberto Speranza ha convocato per domani alle 15 un Comitato Tecnico Scientifico d’urgenza per decidere quali misure inserire nel nuovo Dpcm. Speranza parteciperà alla riunione proprio per poter concordare con gli scienziati la linea da tenere per contrastare l’aumento dei contagi da Covid-19.

«Valuteremo nuove restrizioni. È chiaro che bisogna avere la forza di prendere in carico questa fase nuova immediatamente. Abbiamo un piccolo vantaggio rispetto ad altri Paesi ma non ci si devono fare illusioni e se siamo veloci a capire che c’è un cambio di fase possiamo evitare misure più drastiche». La convocazione arriva dopo un consulto tra Speranza e Miozzo del Cts proprio alla luce della salita della curva epidemiologica e dopo le segnalazioni di alcuni ospedali che sono ormai al limite della capienza. In discussione i nuovi divieti ma anche la riorganizzazione del sistema per sottoporre i cittadini al tampone. In moltissime città si attendono infatti ore per effettuare il test e i risultati arrivano anche dopo giorni con gravi conseguenze sui cittadini obbligati a rispettare la quarantena.

Dopo l’obbligo di mascherine all’aperto in tutta Italia, nel nuovo Dpcm, che dovrebbe essere firmato il prossimo 15 ottobre, ci dovrebbero essere nuove misure per contenere i contagi quali il divieto di sostare in piedi fuori da bar e locali, per evitare assembramenti, e l’ipotesi di misure più dure nel caso in cui ci si trovasse di fronte a dati di «trasmissibilità sostenuta e diffusa», «con un valore di Rt regionali prevalentemente e significativamente compresi tra Rt 1 e Rt 1.25». In questo caso, sarebbero probabilmente impossibili da evitare «lockdown locali temporanei su scala provinciale», la «chiusura dei locali notturni, bar, ristoranti inizialmente solo in orari specifici», la decisione di regole più stringenti per le feste private, la raccomandazione alle aziende di favorire lo smart working. L’attenzione si concentra anche su autobus e metropolitane, che viaggiano spesso a capienza piena nonostante dovrebbero essere occupati all’80%.

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