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La Campania chiude scuole e università fino al 30 ottobre

L’ordinanza firmata dal governatore Vincenzo De Luca prevede anche la sospensione delle attività di circoli ludici e ricreativi e il divieto di vendita con asporto dalle ore 21 per tutti gli esercizi di ristorazione. Conte: «Chiudere così in blocco le scuole non è la migliore soluzione»

Scuole chiuse per due settimane in Campania: si farà lezione solo a distanza. È una delle misure adottate dal presidente della regione Vincenzo De Luca per il «livello di contagio altissimo registrato anche nelle famiglie e derivante da contatti nel mondo scolastico». Dal 24 settembre ad oggi, nelle scuole di Napoli e Caserta sono 541 i positivi tra alunni e docenti. «In relazione alla situazione epidemiologica esistente — si legge in una nota della regione — sono state adottate misure rigorose con il doppio obiettivo di limitare al massimo le circostanze di assembramenti pericolosi in ogni ambito, privato e pubblico, e con l’obiettivo di ridurre al massimo la mobilità difficilmente controllabile».

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Da oggi e fino al 30 ottobre saranno, dunque, sospese tutte le attività didattiche ed educative “in presenza” nelle scuole primarie e secondarie della regione. Per le scuole dell’infanzia stop alle attività laddove incompatibili con lo svolgimento da remoto. Sospese anche le attività didattiche e di verifica in presenza nelle Università, con l’unica eccezione per quelle relative agli studenti del primo anno. Viene introdotto il divieto di organizzare feste, anche conseguenti a cerimonie, civili o religiose, in luoghi pubblici, aperti pubblico e privati, al chiuso o all’aperto, con invitati estranei al nucleo familiare convivente.

Sospese anche le attività di circoli ludici e ricreativi. Agli enti e agli uffici competenti viene raccomandato di differenziare gli orari di servizio giornaliero del personale in presenza. Divieto di vendita con asporto, inoltre, per tutti gli esercizi di ristorazione dalle ore 21. Resta consentito il delivery senza limiti di orario. È fatto divieto anche di forme di aggregazione e/o riunioni, al chiuso e all’aperto, anche connesse ad eventi celebrativi, che si svolgano in forma di corteo, ad esempio cortei funebri, e comunque non in forma statica e con postazioni fisse.

«È una decisione gravissima e profondamente sbagliata e anche inopportuna» ha commentato il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. «Sembra ci sia un accanimento del governatore contro la scuola. In Campania lo 0,75% degli studenti è risultato positivo a scuola e di certo non se lo è preso a scuola. La media nazionale è 0,80. Se c’è crescita contagi non è di certo colpa della scuola». Il ministro ha precisato: «Non ho né il potere di aprire le scuole né il potere di chiudere le scuole. I presidenti di Regione e le province hanno il potere di chiuderle».

Anche il premier Conte da a Bruxelles per il Consiglio Europeo ha commentato la decisione di De Luca: «Chiudere così in blocco le scuole non è la migliore soluzione». Conte ha poi spiegato che dal punto di vista formale, «le singole regioni possono adottare misure più restrittive. Dico semplicemente, e faccio una prima valutazione, che chiudere subito in blocco tutte le scuole è una soluzione che sembra a portata di mano e molto facile. Ma anche dal punto di vista delle scelte – ha poi aggiunto – degli indirizzi politici dei segnali che noi diamo sull’importanza dei nostri ragazzi di perseguire una modalità di apprendimento completa quale è quella in presenza, non è il miglior segnale che stiamo dando».

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