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Vaccino anti-Covid, prime dosi a dicembre: ecco tutti i candidati in corsa

A novembre usciranno i risultati della sperimentazione di Oxford con AstraZeneca. Stessa timeline per Pfizer e Moderna. La Cina conta di produrre 610 milioni di dosi di vaccini entro la fine dell’anno

Ormai manca poco. Usciranno a fine novembre i risultati delle sperimentazioni di Oxford con AstraZeneca. Mentre l’Agenzia europea del farmaco (Ema) sta già iniziando a esaminare i dati dei volontari vaccinati. Sono settimane decisive per la corsa al vaccino contro il Coronavirus. Dopo le fasi sperimentali, e le prime scremature, alcuni candidati sembrano molto vicini ad avere i dati preliminari dei test, necessari per le prime richieste di approvazione. «Prime dosi a dicembre», ha annunciato il premier Giuseppe Conte che ha quindi aperto alla possibilità che il vaccino di Oxford, su cui ha puntato L’Europa, arrivi già a fine 2020. Lo stesso destino dovrebbe avverarsi anche negli Usa: Trump spera in una dirittura di arrivo a novembre in tempo per le elezioni presidenziali. Mentre in Cina già si vocifera di una produzione di massa.

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«Se le ultime fasi di preparazione del vaccino Oxford saranno completate nelle prossime settimane, le prime dosi saranno disponibili all’inizio di dicembre», ha spiegato Conte. Notizia confermata dal presidente del centro di ricerca Irbm di Pomezia Piero Di Lorenzo, che collabora con l’Università di Oxford per la realizzazione del vaccino anti-Covid. «Se non insorgono problematiche improvvise – ha detto nel corso di un’intervista concessa al sito Financial Lounge – è ragionevole pensare che la fase clinica di sperimentazione possa concludersi entro fine novembre o i primi di dicembre». «Conclusa la fase 3 – ha proseguito – la palla passa all’Ema (l’Agenzia europea del farmaco) per l’eventuale validazione», che in tempi normali richiede fino a 12 mesi. «Ma questi non sono tempi normali» spiega Di Lorenzo, che ricorda come la procedura di validazione sia già incominciata.

Il vaccino di Oxford è uno dei due in corso di valutazione da parte dell’Ema, l’autorità europea sui farmaci. Ad affiancarlo nella corsa c’è il candidato studiato dalla Pfizer. Questo secondo candidato è uno di quelli su cui si appuntano le speranze anche degli Stati Uniti, con il Ceo della compagnia che ha annunciato che la prima analisi preliminare sui dati della sperimentazione, e quindi la successiva richiesta per un’approvazione di emergenza alla Fda, potrebbe arrivare nella terza settimana di novembre. La stessa timeline teorica, con l’analisi ad interim a novembre e l’eventuale approvazione a dicembre, è stata ipotizzata anche dall’amministratore delegato di Moderna, un’altra azienda che ha un vaccino in fase 3.

Anche la Cina, il paese al mondo che ha più sperimentazioni in corso, sembrerebbe essere vicina il traguardo con Sinopharm, società cinese al lavoro su due candidati, che si avvia alla produzione di massa. Il presidente Liu Jingzhen, in una conferenza stampa su ricerca e sviluppo finora fatti, ha detto che Sinopharm «è pronta a cominciare la produzione su larga scala di vaccini per assicurare scorte sufficienti e sicure». La Cina conta di produrre 610 milioni di dosi di vaccini entro la fine dell’anno.

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