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Le proteste contro il coprifuoco a Napoli

Prima il corteo per le vie del centro, con striscioni e cori contro le nuove restrizioni imposte dal governatore De Luca. Poi gli scontri tra una parte dei manifestanti e le forze dell’ordine. Il Viminale ha parlato di tifoserie violente, ambienti criminali e estremisti politici

Si è conclusa con due persone arrestate dalla Digos la notte di fuoco a Napoli. Stando alle prime ricostruzioni, i comportamenti violenti, che hanno cavalcato il malcontento di esercenti e commercianti in difficoltà economica a causa della Covid-19, sarebbero da riferirsi anche a gruppi di estrema destra e ultrà. Secondo Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia, sarebbe stata accertata anche la presenza reale di uomini dei clan della Pignasecca, del Pallonetto e dei Quartieri Spagnoli.

Centinaia di persone hanno protestato contro il coprifuoco entrato in vigore dalle 23 di venerdì per contenere il coronavirus e contro il lockdown chiesto dal presidente della Campania Vincenzo De Luca. La manifestazione era stata organizzata sui social network: il corteo ha attraversato il centro storico, passando per piazza Municipio e piazza Plebiscito, e si è concluso davanti alla sede della Regione in via Santa Lucia. I manifestanti protestavano soprattutto per la crisi economica causata dalle misure di contenimento del coronavirus. Cantavano slogan di protesta contro il governatore De Luca e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e sugli striscioni c’erano slogan come «Tu ci chiudi, tu ci paghi» e «’A salute è ‘a prima cosa ma senza soldi non si cantano messe».

Ma poi la manifestazione è degenerata in guerriglia urbana: lanci di petardi, bottiglie e fumogeni, cassonetti della spazzatura gettati in mezzo alla strada; alcuni gruppi di manifestanti hanno assalito le auto della polizia. Agenti di polizia in tenuta antisommossa hanno lanciato gas lacrimogeni e cercato di disperdere la folla. Sei tra poliziotti e carabinieri sono stati feriti, due manifestanti con precedenti penali sono stati arrestati ed è stata aperta un’inchiesta per i danneggiamenti e le violenze.

È stata infatti la notte più lunga e dura nell’era pandemica. E segna uno spartiacque, fissa ormai un primo e dopo con cui la Campania, ma non solo, dovrà affrontare questa crisi. Accanto a commercianti esasperati , a napoletani costretti a chiudere piccole e medie attività, c’erano nelle prime e più aggressive linee anime diverse della lotta di piazza e dell’antagonismo. Dai centri sociali di sinistra alla formazione estremista di destra Forza Nuova, dai comitati delle periferie agli ambulanti. II viceministro dell’interno con delega alla Pubblica Sicurezza, Matteo Mauri, ha dichiarato che «è del tutto chiaro che non si è trattata di una protesta spontanea, ma di azioni preordinate, organizzate nella quasi totalità da frange di tifosi violenti, da ambienti criminali, anche legati a settori dell’estremismo politico». «Sono delinquenti – ha aggiunto Mauri – che risponderanno di quello che hanno fatto».

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