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Nuovo Dpcm: niente lockdown totale, ma coprifuoco e chiusura delle attività «non essenziali»

Le nuove misure per contenere i contagi di Covid potrebbero arrivare già domani sera. Piscine verso lo stop. Weekend senza centri commerciali

Blocco delle attività «non essenziali». Negozi aperti, palestre chiuse. Eventuali restrizioni ai movimenti tra regioni, ma possibilità di spostarsi per lavoro, famiglia o per raggiungere una seconda casa. Lezioni online per le superiori, classi in presenza per elementari e medie. Coprifuoco notturno per i locali e ristoranti. Un nuovo dpcm con misure più dure per frenare la corsa dei contagi di Coronavirus potrebbe arrivare già domenica 25 ottobre, non oltre lunedì 26. La speranza del premier Giuseppe Conte di attendere una settimana per un nuovo provvedimento ha dovuto fare i conti con le pressioni dei presidenti delle regioni e di alcuni ministri, oltre che degli scienziati che numeri alla mano avvertono che una chiusura più seria del coprifuoco è ormai inevitabile e necessaria.

E mentre il premier vorrebbe restare fermo sulla sua promessa di evitare fino all’ultimo una chiusura generalizzata, si fa strada l’ipotesi di un lockdown soft con scuole e industrie aperte. Il premier è ora «determinato» ad accelerare e la direzione è un coprifuoco rafforzato, che si avvicina molto al «reset» auspicato da più parti: due settimane di chiusura quasi totale per rallentare i motori del Paese, così da alleggerire la sofferenza delle strutture sanitarie. Mentre il ministro Gualtieri sta già valutando i fondi per ristorare le attività che saranno costrette a fermarsi.

L’idea prevalente è quella di estendere il coprifuoco, imposto già da molte regioni, a tutto il territorio nazionale. Gli scienziati spingono perché lo stop alle attività e alla circolazione sia imposto alle 21, ma diversi ministri ritengono troppo drastico chiudere l’Italia intera in casa alle nove di sera e chiedono di salvare le attività di ristorazione, magari inasprendo controlli e sanzioni. Resta aperta l’ipotesi di posticipare il coprifuoco alle 22 o alle 23, lasciando ai locali pubblici la scelta se rimanere aperti. In ogni caso dopo l’orario stabilito si potrà uscire dalla propria abitazione solo per motivi di urgenza, salute e lavoro.

Sui movimenti da una Regione all’altra nessuna decisione è ancora presa, ma è possibile che venga imposto un limite agli spostamenti da quelle regioni che hanno un indice Rt molto alto.

La chiusura di palestre, piscine e centri sportivi, finora rimandata, sembra inevitabile. Si potrà continuare a fare jogging e attività motoria, con le regole in vigore durante il lockdown. Ma i campionati non professionistici dovranno fermarsi. Mentre i negozi per i servizi alla persona dovrebbero rimanere aperti, con controlli molto più serrati sul rispetto dei protocolli e ordinanze di chiusura immediata per chi risulta non in regola.

Quasi certa la chiusura nel fine settimana dei centri commerciali, dove si creano assembramenti ad alto rischio. E nel governo c’è chi spinge per arrivare a un lockdown «dolce» nel weekend. I negozi al dettaglio resteranno aperti, ma non è escluso uno scaglionamento degli orari per alleggerire il trasporto pubblico. Quanto ai mercati rionali, o si fa una stretta sulle regole, o saranno chiusi.

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