Fatto il Dpcm per provare a contenere i contagi da coronavirus, si apre per il governo ora la partita del ristoro da garantire alle categorie colpite dalle nuove misure che impongono un lockdown parziale. Domani dovrebbe tenersi il Consiglio dei ministri chiamato a varare il decreto. Il governo punta a tempi brevi e procedure agili, così come ha anticipato il ministro Roberto Gualtieri, che ha fissato a metà novembre la data entro la quale saranno elargiti i contributi a fondo perduto che dovrebbero coinvolgere piccole e medie imprese.
Il nuovo decreto riguarderà ristoranti, bar, pub gelaterie, pasticcerie ma anche cinema, teatri, sale giochi, discoteche. E ancora palestre, piscine, centri benessere, impianti sciistici. Tutte le attività e gli esercizi dunque che sono oggetto delle restrizioni introdotte dal nuovo Dpcm e che al momento aspettando di ricevere un sostengo concreto per poter affrontare i prossimi difficili mesi di lotta al virus. Le attività da ristorare sono centinaia di migliaia per un intervento complessivo di risorse previste pari a circa 5 miliardi di euro. 350 mila aziende saranno supportate «con una quota superiore a quella dell’altra volta», come ha fatto sapere il ministro Gualtieri, «perché sappiamo che i mesi scorsi sono stati difficili». Si parla di almeno 1.000 euro per i singoli e almeno 2.000 per le attività.
Tra le misure da inserire nel dl Ristoro, oltre contributo a fondo perduto per attività di ristorazione, bar, spettacolo e sport, è prevista la cassa integrazione per i lavoratori interessati; il credito d’imposta per le attività in affitto per due o tre mesi, ceduto al proprietario o scontato dal canone; la cancellazione della seconda rata Imu (quella che si paga entro il 16 dicembre), un aiuto ai lavoratori non dipendenti dei settori interessati ( stagionali del turismo, dello spettacolo, venditori a domicilio, …) per un’indennità pari a 1.000 euro e un’ulteriore mensilità per il reddito d’emergenza a chi non ha i requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza.
Come sottolineato dallo stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, quelli previsti dal decreto Ristoro saranno aiuti che arriveranno direttamente sul conto corrente delle imprese interessate, con un bonifico disposto dall’Agenzia delle Entrate. Un modello che verrà replicato sulla base di quello di giugno e che interesserà la platea delle piccole imprese con un fatturato fino a 5 milioni di euro. Le aziende che sfondano il tetto massimo dovranno procedere alla compilazione di una domanda che comporterà l’allungamento dell’iter di qualche settimana. Le imprese che dovranno chiudere totalmente (cinema, teatri, palestre, piscine, centri benessere, sale gioco, sale scommesse, bingo, discoteche), ha spiegato il viceministro all’Economia, Antonio Misiani, «avranno un contributo a fondo perduto più rilevante di quelle che invece dovranno interrompere la propria attività alle ore 18 (ristoranti, agriturismo, bar, gelaterie, pasticcerie)».




