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Via libera al decreto ristori: contributi a fondo perduto fino a 150mila euro

Il Consiglio dei ministri ha approvato il provvedimento a sostegno delle attività colpite dal Dpcm: indennità una tantum per gli stagionali del turismo, proroga di 6 settimane della Cig Covid, credito d’imposta sugli affitti e la cancellazione della seconda rata dell’Imu

Due miliardi per garantire ristori a fondo perduto ai settori nuovamente costretti a chiudere, o quasi, in seguito al Dpcm contenente le nuove misure anti-Covid. È il cuore del decreto ristori approvato dal consiglio dei ministri. «Abbiamo lavorato per far arrivare risorse in tempi record alle categorie penalizzate», ha detto il premier Giuseppe Conte durante l’incontro a Palazzo Chigi con le categorie più colpite, da Confcommercio, Confesercenti, Cna e Casartigiani a Confartigianato. «Siamo pienamente consapevoli delle vostre difficoltà. Ho firmato il Dpcm solo quando sono stato sicuro che ci sarebbero state le risorse per tutte le categorie coinvolte».

I contenuti principali del decreto sono quelli di cui si è parlato negli ultimi giorni. Il più importante è la riedizione del contributo a fondo perduto per le attività chiuse o con orario ridotto dopo l’ultimo Dpcm adottato dal governo. I bar riceveranno il 150% di quanto ricevuto con il primo indennizzo a fondo perduto, quello del decreto Rilancio arrivato prima dell’estate. I ristoranti il 200%. Mentre le discoteche, che da agosto non hanno mai riaperto, arriveranno al 400%. Confermato anche il limite massimo dell’indennizzo, pari a 150 mila euro. Per i lavoratori dello sport c’è un indennizzo di 800 euro, per gli stagionali del turismo e i lavoratori dello spettacolo si arriva a 1000. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, risultato negativo al tampone Covid, ha assicurato che gli aiuti previsti dal decreto che il governo si appresta ad approvare saranno «a fondo perduto» e arriveranno «in tempi record entro il 15 novembre».

Per la cassa integrazione vengono introdotte sei settimane aggiuntive da utilizzare entro la fine di gennaio. Sempre alla fine di gennaio viene prorogato il blocco dei licenziamenti introdotto all’inizio della pandemia. Confermata anche la cancellazione della seconda rata dell’Imu, che scade il 16 dicembre, per tutte le attività chiuse o limitate nell’orario dall’ultimo dpcm. Per chi paga un affitto scatta invece un credito d’imposta di tre mesi, con l’importo che può essere dedotto dalle tasse future oppure girato al proprietario.

Il Consiglio dei Ministri ha appena approvato il Decreto Ristori che introduce un ampio pacchetto di misure per…

Pubblicato da Nunzia Catalfo su Martedì 27 ottobre 2020

Tra le misure spunta anche un finanziamento da 30 milioni di euro per consentire a medici di base e pediatri di eseguire “tamponi antigenici rapidi”. Tra le novità il servizio nazionale per il “contact tracing” e lo stop ai pignoramenti immobiliari fino alla fine dell’anno. Sul fronte dei diritti dei consumatori si prevede poi che chi ha acquistato biglietti per spettacoli dal vivo avrà diritto a un voucher come rimborso dall’entrata in vigore del dl ristori fino al 31 gennaio 2021. In arrivo poi nuove risorse per il mondo della cultura, con 100 milioni per incementare il fondo per la cultura a sostegno delle librerie e dell’intera filiera dell’editoria.

«Ci sono anche i tassisti e i titolari di noleggio con conducente tra le categorie destinatarie dei ristori stanziati dal Governo nel Decreto approvato oggi a sostegno delle attività chiuse o danneggiate dalle ultime misure anti Covid», dice la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli al termine del Consiglio dei ministri. Taxi e Ncc «hanno giustamente rappresentato ieri in un incontro presso il Mit che l’attività, se pure non sospesa, lo sarà di fatto dopo le 18, considerate le chiusure del Dpcm. Potranno così usufruire di un indennizzo pari al 100 % di quanto hanno ottenuto con il DL Rilancio dell’aprile scorso».

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