EconomiaPrimo Piano

Dl ristori bis: aiuti raddoppiati per chi chiude e rinvio delle tasse per le imprese in zone rosse

Risorse fino a 2,5 miliardi da destinare alle nuove attività che si dovranno fermare a livello nazionale e a quelle che si trovano nelle zone ad alto rischio. Gualtieri: «Gli indennizzi arriveranno sul conto corrente degli interessati in tempi record»

Aiuti raddoppiati per chi è costretto a chiudere e rinvio al 2021 delle tasse di novembre per le attività delle zone rosse. È quanto prevede la bozza ancora provvisoria del decreto ristori bis con i contributi a fondo perduto legati al nuovo Dpcm. Con il provvedimento, oltre alle partite Iva, ci saranno anche aiuti per le famiglie, con la possibilità di prendere il congedo al 50% o di utilizzare altri 1000 euro di bonus babysitter. Mentre già lunedì circa 211mila attività inizieranno a trovare sul conto corrente i bonifici dell’Agenzia delle Entrate definiti con il decreto Ristori 1.

Le risorse, secondo fonti vicine al governo, sarebbero lievitate fino a 2,5 miliardi – dopo i 5 e mezzo del primo decreto – da destinare alle nuove attività che si dovranno fermare a livello nazionale (come i musei o i negozi dei centri commerciali nel weekend) e a quelle che si trovano in zone ad alto rischio. «Sono stati disposti i bonifici in favore di più di 211 mila imprese, per un totale di oltre 964 milioni di euro», annuncia il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, spiegando che i soldi «arriveranno sul conto corrente degli interessati in tempi record». Le altre attività – oltre 140 mila – dovranno presentare un’istanza: l’impegno del governo è quello di erogare i fondi entro la metà di dicembre.

LEGGI ANCHE: Dagli organizzatori di eventi ai commercialisti: ecco chi sono gli esclusi dal dl ristori

«In una fase così critica della nostra storia dare un aiuto concreto e immediato a chi è in difficoltà è necessario per proteggere il nostro presente e il nostro futuro», commenta il premier Giuseppe Conte. «È un impegno che ho preso di fronte a tutto il Paese, a tutti i cittadini italiani. Tutto il governo è al lavoro per questo. Proprio in queste ore stiamo finalizzando il decreto Ristori bis, con cui rafforziamo la rete di protezione e di sostegno per tutte le attività economiche che si trovano nelle zone a maggior rischio. Dobbiamo fare tutto ciò che è necessario, con rapidità e efficacia, per uscire tutti insieme dalla crisi al più presto».

Per le imprese che esercitano nelle zone rosse è prevista la «proroga al 30 aprile 2021 del termine relativo al versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap, dovuto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019». Tale proroga «si applica indipendentemente dalla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato». Il provvedimento, previsto nell’ultima bozza del decreto, elimina quindi per le categorie più colpite dalla stretta il vincolo previsto dal decreto Ristori, che rinviava gli acconti per i soggetti Isa e forfettari con perdite almeno del 33%. La misura riguarderà tutte le attività che rientreranno nel nuovo elenchi dei codici Ateco allegati al decreto e che operano nelle «aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto».

La lista dei codici Ateco, stando sempre all’ultima bozza, arriva quasi raddoppiare: ai primi 53, infatti, si dovrebbe affiancare una quarantina di nuove categorie, dagli estetisti ai negozi che chiuderanno per un minimo di due settimane nelle zone rosse, e che dovrebbero ricevere, stando sempre alle bozze del provvedimento, un contributo a fondo perduto raddoppiato, al 200%, rispetto a quanto già ricevuto in estate con il ristoro del decreto Rilancio. Anche i bar nelle zone rosse, al momento al 150%, dovrebbero ottenere ristori del 200%, mentre chi già riceve un ristoro doppio rimarrà in quella percentuale. Inoltre si prevede la sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali per i datori di lavoro privati che hanno sede operativa nei territori interessati dalle nuove misure restrittive.

Arriva anche il bonus babysitter di mille euro per le zone rosse: i genitori lavoratori «hanno diritto a fruire di uno o più bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 1000 euro, da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza». Nel decreto dovrebbe trovare spazio anche l’arruolamento a tempo determinato per medici e infermieri. Si istituisce anche un fondo straordinario per il sostegno degli enti del Terzo settore: il fondo, istituito al ministero del Lavoro, servirà a finanziare «interventi a favore di organizzazioni di volontariato», «associazioni di promozione sociale» e «organizzazioni non lucrative di utilità sociale».

Tags
Back to top button
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi