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Coronavirus, torna l’ipotesi lockdown generalizzato: il governo attende il 15 novembre

Da mercoledì cinque regioni diventano zone arancioni. Ma potrebbe non bastare: il 15 novembre il presidente del Consiglio Conte valuterà l’effetto delle precedenti misure per capire se sarà necessario intervenire con un nuovo Dpcm

Le zone arancioni aumentano. Sempre più Regioni vengono considerate in una situazione critica, tanto da dover adottare nuove restrizioni. E intanto il governo torna a prendere in considerazione l’ipotesi di quel lockdown generalizzato che con l’ultimo Dpcm si voleva scongiurare. E non solo perché i medici italiani lo invocano da giorni, ma anche perché dati alla mano la curva epidemiologica non accenna a calare. L’obiettivo è arrivare almeno al 15 novembre. Soltanto domenica prossima sarà infatti possibile stabilire l’efficacia del nuovo meccanismo che, per contenere i contagi da Covid-19, divide l’Italia in fasce di rischio e impone le chiusure di attività limitando gli spostamenti dei cittadini. Se fra cinque giorni la curva epidemiologica non avrà invertito la rotta, l’ipotesi più probabile è far entrare tutte le Regioni in «zona rossa».

Per farlo sarà necessario un nuovo Dpcm che, se dovesse esserci un’accelerazione politica, potrebbe essere discusso con Regioni e Cts già il prossimo fine settimana. Ma se alcuni ministri come Roberto Speranza e Dario Franceschini spingono per una stretta ulteriore, il premier Giuseppe Conte vuole procedere con cautela. «Non possiamo scardinare il meccanismo scientifico delle zone rosse, arancioni e gialle. Dobbiamo aspettare gli effetti delle misure. Ci siamo dati un metodo scientifico e non possiamo metterlo in discussione sull’onda dell’emotività».

Si sono già schierati a favore di un nuovo lockdown nazionale i medici italiani, che negli ultimi giorni hanno spiegato come la situazione negli ospedali sia già arrivata al collasso. «Sono preoccupato, spaventato. Se continua così il Servizio sanitario nazionale non può farcela», ha detto Filippo Anelli, presidente della federazione degli Ordini dei medici. «Ogni posto letto dedicato al Covid viene tolto ai malati con altre patologie, volgarmente chiamati ordinari. Altro che ordinari. Hanno tumori del pancreas, ictus, gravi cardiopatie. Già adesso ci sono ritardi accumulati e migliaia di pazienti finiranno in coda. Siamo ancora in tempo – ribadisce il presidente dei Medici italiani – per evitare tutto questo con un lockdown esteso a tutta Italia, della durata di un mese. L’alternativa è che il servizio sanitario alzi bandiera bianca».

Il governo riceve ogni giorno report che delineano l’andamento dell’epidemia sulla base del rapporto tra tamponi effettuati e positivi, ma tengono conto anche della situazione degli ospedali e soprattutto delle terapie intensive. Ed è questo l’aspetto che più preoccupa ministri e premier: se pure la corsa del virus rallentasse da qui al 15, la saturazione degli ospedali rischia di arrivare prima dell’inversione di tendenza. Innescando una drammatica carenza di posti letto, che imporrebbe la creazione a tempo di record di nuovi Covid hospital, anche da campo.

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