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Coronavirus, nuova stretta in Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia

Mascherina indossata sempre, negozi chiusi la domenica e bar aperti dalle 15 alla 18 solo con consumazione da seduti. C'è l'intesa con il governo: il ministero della Salute ha appoggiato i provvedimenti varati dai tre governatori

Negozi chiusi la domenica, serrata dei centri commerciali anche nei prefestivi, niente più passeggiate nei centri storici e attività sportive consentite solo in periferia: Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna si muovono insieme per limitare ulteriormente la corsa del virus ed evitare di scivolare in zona arancione o rossa. I governatori Zaia, Fedriga e Bonaccini hanno, dunque, firmato una nuova ordinanza comune, in vigore a partire da sabato 14 novembre e fino al 3 dicembre, che ha incassato anche l’appoggio dell’esecutivo: il ministro della Salute Roberto Speranza, durante il vertice con i capi-delegazione a Palazzo Chigi, ha proposto di appoggiare “formalmente” i tre provvedimenti e si sta discutendo su come ristorare le attività danneggiate dalla stretta. Le nuove misure si sommano a quanto già previsto dalla «zona gialla» nazionale, in primis il coprifuoco a partire dalle ore 22 e fino alle 5.

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La novità principale riguarda la chiusura di tutti i negozi la domenica, a eccezione di farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabaccherie ed edicole. Un modo per evitare che si ripetano scene come quelle dello scorso weekend, con i centri storici delle città affollati di persone intente a fare shopping. Disposta anche la serrata nei prefestivi e festivi delle medie e grandi aree di vendita, compresi tutti i centri commerciali e gli outlet. Nei negozi e in qualsiasi esercizio di vendita potrà entrare un solo componente per nucleo familiare, fatta salva la necessità di accompagnare persone con difficoltà o minori di 14 anni. In Veneto e Friuli, inoltre, si raccomanda di «garantire l’accesso agli esercizi commerciali nelle prime due ore del giorno agli anziani».

Un’ulteriore restrizione rispetto alle regole fissate dal Dpcm nazionale per le regioni gialle è la chiusura dei mercati settimanali all’aperto. Non saranno consentiti né in aree pubbliche, né private. L’unica eccezione riguarda i comuni in cui i sindaci abbiano consegnato ai commercianti un piano dettagliato contenente le seguenti misure minime: perimetrazione esterna, varchi di accesso e uscita separati, sorveglianza e controllo per il rispetto delle distanze.

I locali restano aperti fino alle 18 – dal momento che Veneto, Emilia e Friuli sono ancora in zona gialla – ma dalle 15 alle 18 la somministrazione e consumazione potrà avvenire solo da seduti, sia all’interno che nei tavoli all’aperto. Resta sempre vietata la consumazione in aree pubbliche, compresi i parchi, mentre la vendita con consegna a domicilio è «fortemente raccomandata».

L’attività sportiva, così come quella motoria (cioè camminate e passeggiate), dovrà avvenire preferibilmente nelle aree verdi e periferiche, e comunque non si potrà fare nei centri storici delle città e nelle aree affollate, ad esempio le vie e le piazze centrali o i lungomare, rimanendo sempre distanziati. Le ordinanze rimandano comunque ai sindaci la possibilità di fissare ulteriori specifiche limitazioni. Chi fa sport dovrà sempre mantenere la distanza di sicurezza di almeno due metri all’aperto.

Obbligatorio l’uso della mascherina al di fuori dell’abitazione ad eccezione dei bambini o di chi fa attività sportiva intensa. Novità in vista anche per i bambini di elementari e medie a cui è ancora consentita la didattica in presenza. Per limitare ulteriormente le occasioni di contagio a scuola, le lezioni di ginnastica, di canto e con strumenti a fiato sono sospese.

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