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Coronavirus, superato lo stato di allerta sulle terapie intensive in 11 regioni

Si riduce sempre di più la disponibilità nelle rianimazioni per i pazienti affetti da altre patologie. Secondo i dati elaborati dall'Agenas è stata varcata la soglia di saturazione del 40% dei posti letto

L’Italia supera il milione di casi e a risentirne sono gli ospedali e le terapie intensive. Agli appelli dei medici si affiancano i dati: circa il 40% dei letti di terapia intensiva attualmente presenti su tutto il territorio nazionale è occupato da pazienti gravi Covid-19 (l’allerta era fissata al 30%). Un sistema che va in affanno perché già da ora lascia solo il 60% dei posti disponibili a tutte le altre patologie, che non vanno in vacanza durante la pandemia.

La media italiana è infatti salita rapidamente negli ultimi giorni attestandosi al 37%, ma è allarme rosso in 11 regioni e nelle 2 Province autonome del Trentino Alto Adige, che l’hanno ampiamente superata. In cima alla ‘lista nera’ l’Umbria che ha toccato ormai il 57% di saturazione dei suoi posti letto di intensiva, seguita da Piemonte (56%), Provincia autonoma di Bolzano e Lombardia al 54%. È quanto emerge dai dati elaborati dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i Servizi sanitari regionali. A seguire, sempre oltre la soglia critica, Valle d’Aosta (50%), Toscana (47%), Marche (46%), Liguria (44%), Provincia autonoma di Trento (42%), Emilia Romagna (38%), Campania (33%), mentre si posizionano proprio sul 30% Sardegna e Puglia.

«Abbiamo raddoppiato i letti in terapia intensiva, immesso nei servizi sanitari oltre 36 mila tra medici e infermieri», rivendica in un’intervista su La Stampa il premier Giuseppe Conte. Secondo i dati del ministero della Salute, infatti, all’inizio dell’emergenza l’Italia disponeva di 5.179 posti in terapia intensiva. Ma il raddoppio, per il momento, è di natura ancora potenziale. I posti reali, ad oggi, sono 7.596: 2.417 in più rispetto all’era pre-Covid. Già ad oggi, se ci fosse necessità, questo numero può arrivare a 9.518, perché le Regioni hanno già i ventilatori (dismessi da sale operatorie, o convertendo sale operatorie di chirurgia differibile – quindi non urgenza, non oncologico – o ancora utilizzando i famosi ventilatori distribuiti dal commissario straordinario per l’emergenza Arcuri). Il totale delle disponibilità di rianimazione attivabili arriva a quota 11.307, con l’eventuale utilizzo totale di quei 1.789 ventilatori ancora a disposizione e non distribuiti da Arcuri.

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