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In Austria torna il lockdown totale: è il primo Paese in Europa

Vienna è attualmente maglia nera a livello mondiale sulla velocità di diffusione del coronavirus: chiudono negozi, scuole e luoghi di culto

Coprifuoco 24 ore su 24, scuole e negozi chiusi. Martedì 17 novembre in Austria torna il lockdown totale fino al 6 dicembre. Ad annunciarlo è stato il cancelliere Sebastian Kurz: «Stiamo vivendo tempi difficili, la pandemia del coronavirus, la crisi economica globale e l’attacco terroristico a Vienna, stanno creando una situazione di tensione. Il lockdown sarà come in primavera, il commercio sarà chiuso, ad eccezione di generi alimentari, farmacie, uffici postali e banche, le scuole dell’obbligo passeranno alla formazione a distanza».

L’Austria ha perso il controllo della pandemia. Con oltre 7 mila nuovi contagi al giorno e una incidenza di 550 nuovi casi di Covid-19 ogni 100 mila abitanti negli ultimi sette giorni, ben 11 volte il livello considerato sostenibile dalle autorità austriache, l’Austria (una popolazione di 9 milioni di abitanti) si è conquistata il triste record mondiale del maggior numero di contagi giornalieri in rapporto alla popolazione. Il sistema sanitario è sotto pressione e rischia di scoppiare. Dei 2 mila posti di terapia intensiva a disposizione nel Paese, 567 sono attualmente occupati da malati di Covid, ma i medici prevedono che arriveranno a 700 la prossima settimana.

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Soprattutto, l’Austria sta progressivamente smarrendo la capacità di tracciare i nuovi contagiati e seguire la catena infettiva. Come ha ammesso il cancelliere Kurz, il sistema non riesce a seguire più del 77% dei nuovi casi. Il lockdown totale nell’intero Paese, il primo in Europa nella seconda ondata del coronavirus, entrerà in vigore martedì, quando le uscite dalla propria residenza saranno consentite solo per motivi di lavoro, acquisto di beni di prima necessità e motivi sanitari. «Non incontrate nessuno, ogni incontro è uno di troppo»: questo l’appello lanciato da Sebastian Kurz agli austriaci. Le persone che vivono da sole possono indicare una ‘persona di contatto’. «Nessuno di noi vuole un nuovo lockdown, ma è l’unico mezzo che funziona, come abbiamo visto in primavera. Vogliamo salvare il Natale. Più rigido sarà il lockdown, meglio funzionerà e prima potremo tornare a un vita almeno in parte normale».

Saranno aperti solo alimentari, benzinai, banche, uffici postali, negozi di telefonia mobile, tabaccherie, aziende di smaltimenti rifiuti e officine. Saranno chiusi ristoranti, gastronomie e bar (che manterranno il servizio da asporto) insieme a parrucchieri, centri di bellezza ed estetisti. Alberghi e B&B non saranno aperti ai turisti ma solo a chi viaggia per lavoro. E continueranno a rimanere chiusi musei, piscine, saune, palestre, cinema, sale da concerto, teatri e parchi. Chiudono tutte le scuole dell’obbligo, che passano all’insegnamento a distanza. Gli asili saranno aperti solo per i figli delle persone «rilevanti per il sistema», come medici, infermieri, personale dei supermercati, dipendenti degli uffici pubblici aperti, etc. Con una decisione autonoma, anche la Chiesa cattolica ha deciso la sospensione delle funzioni religiose.

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