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L’Europa ha raggiunto il picco della seconda ondata? Cosa dicono contagi e terapie intensive

Un calo del numero di nuovi casi di Covid-19 in Francia, Germania e Regno Unito sembra essere il primo effetto del lockdown. Ma è troppo presto per cantare vittoria: le restrizioni e i divieti continueranno ovunque

Nei giorni scorsi sono arrivati i primi segnali di una frenata delle seconda ondata di contagi di coronavirus in Europa. Un calo del numero di nuovi casi di Covid-19, in Francia, sembra essere il primo, tangibile effetto di questo primo mese di lockdown. La notizia è stata annunciata dal ministro francese della Salute, Olivier Véran, che ha detto di «credere che abbiamo superato il picco dell’epidemia». Anche in Gran Bretagna, grazie al lockdown, diminuisce il numero dei contagi anche se il numero dei morti supera il record dei 50mila. Situazione in miglioramento anche in Germania: «Non c’è ancora una svolta, ma abbiamo spezzato la dinamica dei contagi», ha detto Angela Merkel.

Dalla Francia, dopo la chiusura totale decisa il 30 ottobre, arrivano i primi messaggi di ottimismo: «Abbiamo ripreso il controllo sull’epidemia», ha detto il ministro Olivier Véran. Sono già 10 giorni che la velocità di circolazione del virus si è abbassata, così come sono scesi il tasso di positività dei test e il tasso di incidenza. «Tutto – ha aggiunto il ministro – porta dunque a credere che abbiamo superato un picco epidemico». Preoccupa, però, la situazione nell’Île-de-France dove 96.5% dei posti in terapia intensiva è occupato da pazienti malati di coronavirus. «Chiaramente, è troppo presto per gridare vittoria e rilassarci nel nostro sforzo», ha aggiunto il ministro: il lockdown francese infatti continuerà almeno fino a inizio dicembre.

Ottimismo arriva anche dalla Gran Bretagna, dove il premier Boris Johnson – attualmente in isolamento per essere stato a contatto con un positivo – spiega che «il sistema di test e tracciamento sta lavorando in modo più efficace» e che il Paese sta superando la seconda ondata grazie e al lockdown nazionale imposto in Inghilterra fino al 2 dicembre. Il Regno ha intanto confermato una stabilizzazione dei nuovi contagi quotidiani (fermi sotto quota 25.000), anche se il numero di morti resta alto: il bilancio ha superato quota 52mila su un totale di 1.372.884 casi. Mentre l’indice Rt di diffusione dell’infezione è sceso nei giorni scorsi a un livello compreso fra 1 e 1,2 a seconda dei vari territori. Resta, inoltre, decisamente più basso che in Italia, in questo momento, il totale delle persone ricoverate negli ospedali e nelle terapie intensive dell’isola per coronavirus.

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La Germania sta attuando all’inizio del mese un «lockdown soft», con la chiusura di bar, ristoranti, palestre e altre strutture ricreative ma con scuole e negozi ancora aperti. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 16.947 casi e 107 decessi legati alla malattia. Attualmente sono più di 3,300 i pazienti in terapia intensiva. Un nuovo piano «a lungo termine volto a contrastare la diffusione dei contagi da coronavirus sarà annunciato la prossima settimana. I contatti devono essere ridotti al minimo», ha detto la cancelliera Merkel. Il governo federale, dopo aver imposto un lockdown da cui ha escluso le scuole ma anche i negozi, vuole intervenire ulteriormente sulle possibilità di incontri fra privati. Le misure, secondo quanto anticipato dai media tedeschi, includono l’incontro tra membri della propria famiglia con al massimo due persone di un altro nucleo. Un solo amico da vedere per i giovani nel tempo libero e incontri privati limitati a una sola famiglia. Niente feste, cene e altre occasioni di riunioni in casa almeno fino a Natale. Allo studio c’è anche l’obbligo di quarantena di una settimana per chi ha solamente i sintomi del raffreddore.

In Spagna aumenta il numero dei morti ma diminuiscono i contagi. Tra sabato e domenica si sono registrati 14mila nuovi positivi contro i 18mila del giorno precedente. In Catalogna gli infetti in 24 ore sono scesi da 3mila a 2mila, a Madrid da 1925 a 663. Le infezioni frenano anche in Andalusia, la regione più colpita dal Covid-19 a novembre: i positivi sono stati 3,600 nelle ultime 24 ore rispetto ai 4,000 del giorno precedente. La situazione non è così rosea per quanto riguarda i decessi che sono stati 214 domenica contro i 174 di sabato. In tutto 40.769 persone sono morte di coronavirus in Spagna. I pazienti ricoverati in ospedale sono 20.296 di cui 3.125 sono in terapia intensiva, il che rappresenta 31.75% della capacità ospedaliera.

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