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Coronavirus, governo e regioni trattano sul Natale: verso riapertura di negozi e ristoranti

Si punta anche a un allentamento delle misure restrittive: feste vietate, cenoni solo con i familiari e coprifuoco rinviato di un’ora

Nuove regole per lo shopping e per i giorni festivi se la curva epidemiologica si confermerà in discesa. Il governo è al lavoro per impostare il Dpcm del 3 dicembre. Per quella data, sperano a Palazzo Chigi, la maggior parte delle regioni dovrà essere in fascia arancione o gialla: uno scenario di rischio meno grave, che consentirebbe di inserire alcune aperture in vista del Natale. «Non ci sarà alcun liberi tutti» ripetono a palazzo Chigi, ma alcune modifiche all’orario di apertura dei negozi e deroghe rispetto alla serrata di bar e ristoranti per dare fiato anche alle attività economiche nel periodo che certamente è uno dei più redditizi dell’anno.

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Ma sono ancora tanti i punti interrogativi in vista del vertice con i territori convocato dal ministro per le Autonomie Francesco Boccia nelle prossime ore, a cui parteciperanno anche l’Iss e il ministro della Salute. Sul tavolo anche la richiesta di riduzione degli indicatori da 21 a 5 per stabilire le zone rosse e un allentamento delle misure per i pubblici esercizi. Scontata l’entrata in zona rossa dell’Abruzzo: il governatore Marco Marsilio, senza aspettare le valutazioni del ministero, ha deciso di far passare la sua regione in zona rossa. Anche Michele Emiliano, presidente della Puglia, ha deciso di chiudere le province di Foggia e di Barletta, Andria e Trani. La sua regione, tuttavia, è tra quelle segnalate prossime al lockdown. A rischio anche il Veneto di Luca Zaia che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe passare da zona gialla ad arancione.

Nonostante il ministero della Salute continui a ritenere precoce ogni discussione sul Natale e lo shopping correlato alla festività, le regole per negozi, bar e ristoranti potrebbero presto cambiare. I governatori chiedono la riapertura dei centri commerciali nel fine settimana e non è escluso che si decida di prorogare l’orario dei negozi al dettaglio proprio per favorire lo scaglionamento deli ingressi. Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo parla di «seminormalità, se si rispetteranno le regole». Un altro punto in discussione è la riapertura dei bar e ristoranti la sera nelle zone gialle e in parte della giornata anche in quelle arancioni. Potrebbe rimanere il limite dei quattro posti a tavola, oppure essere aumentato a sei.

Scontato il divieto per feste e cenoni con persone di nuclei familiari diversi, si cercherà di evitare in ogni modo gli spostamenti verso quelle Regioni dove i contagi sono elevati proprio per evitare gli errori della scorsa estate. E dunque non è affatto scontata la riapertura dei confini che alcuni governatori stanno già invocando. Per pranzi e cene a casa ci sarà la raccomandazione a rimanere in famiglia proteggendo gli anziani e le persone fragili, ma dando per scontato che il numero delle persone potrebbe essere più alto di quello previsto per i locali pubblici. Nuove regole che potrebbero far slittare il coprifuoco di almeno un’ora, addirittura due. Mantenendo però il divieto di assembramento in strade e piazze e il divieto di sosta di fronte ai locali.

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