Politica

Il messaggio di Conte al G20: «Cure e vaccini siano un diritto di tutti»

Durante la sessione di apertura del summit di Riad, il presidente del Consiglio ha spiegato che l'Italia, che il prossimo anno assumerà la presidenza del G20 economico, «promuoverà uno sforzo coordinato per superare la crisi economica, con particolare riguardo ai Paesi più vulnerabili»

«Il G20 ha preso misure senza precedenti nella lotta al Covid e, mentre continuiamo a combattere il virus e mentre accogliamo con favore le recenti notizie provenienti dalla ricerca sui vaccini, dobbiamo anche guardare avanti, al nostro futuro e al futuro delle giovani generazioni. Dobbiamo rafforzare la nostra collaborazione con le istituzioni multilaterali e renderle più efficaci, compresa un’Oms rafforzata». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte nel suo messaggio al G20 di Riad.

Il presidente del Consiglio italiano ha anche sottolineato che è necessario affrontare la terribile prova imposta dal Covid-19 investendo nella salute pubblica: è un imperativo morale e sociale oltre che politico. «Vaccini e terapie anti-Covid non siano privilegio di pochi, ma di tutti – ha detto Conte – L’imperativo deve essere garantire l’accesso alla diagnosi, alle terapie, e ai vaccini a tutta la comunità mondiale: per l’Italia sono beni pubblici globali, diritto di tutti e non privilegio di pochi».

Il premier ha quindi spiegato che l’Italia, che il prossimo anno assumerà la presidenza del G20 economico, «promuoverà uno sforzo coordinato per superare la crisi economica, con particolare riguardo ai Paesi più vulnerabili». Nel suo messaggio, Conte ha anche fatto notare come «restino da colmare sostanziali gap finanziari, che richiederanno strumenti e percorsi di finanziamento innovativi e un coinvolgimento attivo del settore privato. Abbiamo bisogno di investimenti mirati, per rafforzare i sistemi sanitari in tutto il mondo, sostenendo al contempo la resilienza ambientale e sociale ed evitando ulteriori disagi economici. È un compito arduo, ma l’Italia è pronta a fare la sua parte».

E la sfida è tra le più difficili: «La comunità internazionale – sottolinea ancora il premier italiano – ha affrontato una pandemia senza precedenti dal secolo scorso, con impatti socio-economici e sanitari sconvolgenti. Il bilancio delle vittime è salito a oltre un milione e il Fmi ha previsto che 90 milioni di persone in più cadranno in povertà entro la fine del 2020. La recrudescenza della pandemia in molte regioni richiede, ancora una volta, decisioni difficili da parte dei governi e importanti sacrifici da parte dei loro cittadini».

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