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L’Abruzzo dichiara la fine anticipata della zona rossa. Governo: «Pronta la diffida»

Il governatore Marsilio ha firmato l’ordinanza per passare in zona arancione. Ma si preannuncia una lettera di messa in mora

L’Italia fuori dalla zona rossa. Il governatore dell’Abruzzo Marco Marsilio ha firmato l’ordinanza per il rientro della regione in zona arancione. Una scelta che però diventa un caso politico. Perché Marsilio ha deciso da solo. Con il governo contrario pronto a una lettera di diffida. «L’Abruzzo deve aspettare mercoledì o sarà responsabile dei contagi». Una nota dello staff della regione spiega che il ministro Speranza «è stato informato prima dell’adozione del provvedimento». Marsilio ha «ritenuto di doversi assumere la responsabilità di evitare che un’applicazione letterale delle norme vigenti provocasse all’Abruzzo un trattamento sproporzionato e dannoso».

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In realtà era stato lo stesso governatore abruzzese, con un’ordinanza adottata in modo autonomo, a decretare il passaggio della regione in zona rossa. L’Abruzzo era entrato in zona rossa dal 18 novembre, quando, dopo i rilievi del Comitato Tecnico Scientifico regionale, Marsilio — ricorda la nota diffusa oggi — «si era assunto la responsabilità di anticipare autonomamente l’applicazione della disciplina più restrittiva prevista dalle norme nazionali». Tecnicamente, dunque, dovrebbe passare alla zona arancione mercoledì 9 dicembre. Ma evidentemente, nel frattempo, è diventata insostenibile la pressione delle categorie più danneggiate a poco più di due settimane dal Natale. Con l’Abruzzo rimasto unica regione nella fascia di maggior rischio.

«La regione Abruzzo – replicano fonti del governo – aveva anticipato l’ingresso in zona rossa rispetto all’ordinanza del governo. La cabina di regia che monitora i dati di tutte le regioni ha riconosciuto questa anticipazione che avrebbe potuto portare alla zona arancione nella giornata di mercoledì. La scadenza dei 21 giorni è però prevista per mercoledì, non per lunedì. Quindi non c’è avallo su questa ulteriore anticipazione». Una posizione critica condivisa dai ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza. E dal governo filtra la volontà di procedere con una lettera di messa in mora nei confronti della regione. Secondo la diffida, se la richiesta non sarà eseguita, la responsabilità di eventuali nuovi contagiati nei luoghi che sarebbero invece dovuti restare chiusi ricadrebbe sotto la diretta responsabilità della Regione Abruzzo. «Non ci possiamo permettere di rischiare, per gli abruzzesi e per tutti gli italiani – ha detto Boccia – mi rendo conto che ci sono pressioni dei territori per tornare alla normalità, ma non ci sarà la normalità finché ci sarà questo virus».

Ma dalla presidenza della regione fanno sapere che l’ordinanza si considera in vigore: «Il governo può solo, eventualmente, impugnarla». Dunque da oggi, fino a nuovi interventi da parte del governo, l’Abruzzo si può considerare in zona arancione. Marsilio aveva annunciato di aver firmato l’ordinanza anche in un post sulla sua pagina Facebook: «Da domani riaprono i negozi, mercoledì le scuole medie. Mantenuto l’impegno di riaprire il commercio prima dell’Immacolata. Il completamento del percorso – prosegue il presidente della regione – avverrà mercoledì 9 con la riapertura delle scuole, dopo esattamente 21 giorni di disciplina in zona rossa».

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