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Cosa sappiamo della variante inglese del coronavirus

Si chiama VUI-202012/01 e, secondo quanto emerso dalle prime analisi, ha una trasmissibilità maggiore del 70%. Un caso identificato anche in Italia

La nuova variante di coronavirus individuata nel Regno Unito è «fuori controllo» ha dichiarato il ministro alla Sanità britannico, Matt Hancock. Il nuovo ceppo del virus apparso in Inghilterra avrebbe una trasmissibilità molto maggiore, quantificata al 70% in più. Anche in Italia è stata individuata una persona positiva alla “variante inglese” del Sars-CoV-2 scoperta a Londra. Una nota del ministero della Salute ha annunciato che «il Dipartimento Scientifico del Policlinico Militare del Celio, che in questa emergenza sta collaborando con l’Istituto Superiore della Sanità, ha sequenziato il genoma del virus Sars-CoV-2 proveniente da un soggetto risultato positivo con la variante riscontrata nelle ultime settimane in Gran Bretagna. Il paziente, e il suo convivente rientrato negli ultimi giorni dal Regno Unito con un volo atterrato presso l’aeroporto di Fiumicino, sono in isolamento e hanno seguito, insieme agli altri familiari e ai contatti stretti, tutte le procedure stabilite dal ministero della Salute».

Il nuovo ceppo di Sars-Cov-2 sarebbe comparso a metà settembre a Londra e nel Kent e in poco più di due mesi è diventato dominante nella capitale inglese. Il 9 dicembre la variante risultava presente nel 62% dei casi a Londra, 59% nell’Inghilterra orientale e 43% nel Sud-Est, secondo quanto riferito da Patrick Vallance, a capo dei consulenti scientifici del Governo. «I virus mutano continuamente. Questa è una particolare costellazione di variazioni che riteniamo importante — ha spiegato Vallance —, pensiamo che potrebbe essere presente in altri Paesi, ma nel Regno Unito vi è una concentrazione. Potrebbe avere avuto origine qui, non lo sappiamo per certo».

A causa della sua rapidità di trasmissione, il governo britannico ha deciso una serie di nuove misure di contenimento. La nuova variante è già stata identificata in Danimarca, Olanda, Australia ed è altamente probabile che venga riscontrata, nei prossimi giorni, anche in altri Paesi. Già in tanti a partire dall’Italia hanno annunciato il blocco dei voli in arrivo dal Regno Unito. In Italia il blocco dei voli —unito al divieto di ingresso nel Paese per chi sia stato in Gran Bretagna nei 14 giorni precedenti al 20 dicembre, e al tampone obbligatorio per chi, arrivato dalla Gran Bretagna o transitato dalla Gran Bretagna nel corso dei 14 giorni precedenti al 20 dicembre, sia già in Italia — sarà attivo fino al 6 gennaio. La presidenza tedesca dell’Unione europea ha invitato gli stati membri ad una riunione urgente dell’Ipcr, il meccanismo di gestione politica delle crisi, che si terrà questa mattina alle 11, per coordinare la risposta dell’intera Ue alla variante del Covid 19 identificata nel Regno Unito.

L’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha fatto sapere di essere in «stretto contatto» con le autorità del Regno Unito e di essere impegnata a fornire tutti gli aggiornamenti agli altri Stati membri «man mano che apprendiamo delle caratteristiche di questa variante (del virus) e delle sue implicazioni». La comparsa della nuova variante, riferisce il Guardian, è allarmante, anche se va notato che ci sono state altre mutazioni del Covid-19 in passato. Il mese scorso il governo danese ha abbattuto milioni di visoni dopo che è emerso che centinaia di casi di Covid-19 sono stati associati alle varianti Sars-CoV-2 trasportate da visoni d’allevamento. E in ottobre, le analisi hanno suggerito una variante del coronavirus che ha avuto origine dai lavoratori agricoli spagnoli e si è diffusa rapidamente in Europa e ha rappresentato la maggior parte dei casi nel Regno Unito. In nessuno di questi due casi si è riscontrato che le varianti aumentavano la trasmissione della malattia. Tuttavia, questo non vale per la variante VUI-202012/01, che secondo il ministro della sanità inglese Hancock ha «una trasmissibilità del 70% in più».

Secondo quanto emerso dalle prime analisi, la nuova variante non sarebbe più letale di quella finora dominante, e i vaccini predisposti contro il coronavirus — sia quelli già approvati da diverse autorità sanitarie nel mondo, sia quelli in produzione — dovrebbero mantenere la loro efficacia anche contro questa nuova variante. Per il capo dell’autorità sanitaria inglese, Chris Whitty, il vaccino anti-Covid deve indurre ottimismo anche se per ora è «solo una supposizione» che funzioni contro la nuova variante. Il ministro italiano Speranza ha spiegato che «le prime informazione dicono che sembra non fare maggiori danni ma produce più contagiati e questo resta un problema molto serio. Sembra che i vaccini possano funzionare ugualmente ma servono informazioni più solide». Ottimista anche il ministro della Salute tedesco Jens Spahn che, parlando all’emittente pubblica Zdf, ha detto: «Secondo tutto quello che sappiamo finora» il nuovo ceppo «non ha alcun impatto sui vaccini», che rimangono «efficaci».

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