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Conte tenta la tregua con Italia viva: scompare la task force sul Recovery plan ma resta nodo Mes

Qualche segnale di distensione è arrivato pubblicamente dopo il vertice a Palazzo Chigi. Bellanova: «Finalmente il premier ha preso atto che le nostre proposte sono assolutamente positive»

L’obiettivo è scongiurare una crisi di governo, che potrebbe arrivare dall’insofferenza di Italia viva, ma anche da una scarsa condivisione del Recovery plan. Per questo il premier Giuseppe Conte, negli incontri con i partiti di maggioranza, ha scelto la linea della mediazione. Che prevede una riapertura del dossier, la valutazione di un gruppo di lavoro e il coinvolgimento del Parlamento. Un dossier sul quale lo scontro nei giorni scorsi ha raggiunto vette mai viste prima all’interno della già litigiosa maggioranza, con le ministre renziane che hanno minacciato le dimissioni e il coordinatore nazionale di Iv Ettore Rosato che parlava di «governo finito».

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Uno strappo che sembra, almeno in parte, ricucito. «Dal testo è scomparsa la questione della governance e finalmente si comincia a discutere di numeri e contenuti», ha annunciato la capodelegazione di Iv Teresa Bellanova dopo il vertice con Conte a Palazzo Chigi. La task force ideata dal premier, contro la quale si erano battuti gli uomini di Italia viva minacciando la crisi, perché concentrava tutto il potere decisionale nelle mani di pochi ministri e dei manager scelti da Conte, è archiviata, almeno per il momento. Se ne discuterà più avanti. Lo sa anche Matteo Renzi, che non partecipa all’incontro, ma interviene con la sua consueta enews: «La palla adesso è nelle mani del Premier, dipende solo da lui – scrive -. Le risposte le deve all’Italia, non a Italia Viva». Come ad avvisare che la partita è ancora lontana dall’essere chiusa. Aver rinviato la discussione sulla governance è una scelta che viene salutata comunque con soddisfazione dai renziani: «Noi continuiamo a lavorare sul merito delle questioni. Ma oggi c’è un passo avanti – dice infatti Bellanova – Conte ha preso atto che le proposte di Italia viva sono positive».

La road map prevede una “pausa di studio” fino a Natale, ci si prenderà del tempo per esaminare le proposte contenute nel piano. A partire da lunedì prossimo verranno organizzati nuovi incontri con il premier, durante i quali i partiti di maggioranza offriranno spunti e contributi al testo, per far partire poi i tavoli di confronto. Il clima all’interno del governo si sta lentamente raffreddando, dopo giorni di tensioni altissime. Ma uno dei nodi continua a essere il Mes: «Se continuano ad esserci 9 miliardi sulla sanità – si chiede la capodelegazione di Iv Bellanova–, perché non si riflette sulla possibilità di mettere in campo i 36 miliardi del Mes che hanno anche meno condizionalità del Recovery?».

Conte dal canto suo, dopo aver rivisto le forze di maggioranza, ora punta tutto sulla nuova strategia: dirottare il più in fretta possibile la discussione sui contenuti del Recovery plan e la spartizione dei fondi Ue, coinvolgendo più forze politiche possibile e sperando di evitare l’irreparabile. Anche se la questione sulla task force è solo rimandata. Come ha spiegato il ministro per gli Affari sociali Enzo Amendola: «Anche se Italia viva esulta perché non “c’è più la prima versione di task force”, la governance è nelle linee guida della commissione Ue: a pagina 33 l’Ue ci chiede una struttura che monitori i progetti. Questa governance non sostituirà i ministeri, come è stato detto, ma ci dovrà essere».

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