PoliticaPrimo Piano

Il discorso di fine anno di Mattarella: «Vaccinarsi contro il Covid è un dovere, il 2021 sarà l’anno della ripartenza»

Dai vaccini alla ripresa economica, le sfide dell’Italia per il nuovo anno nelle parole del presidente della Repubblica

«Aspiriamo a riappropriarci della nostra vita. Il virus, sconosciuto e imprevedibile, ci ha colpito prima di ogni altro Paese europeo. Il nostro Paese ha pagato un prezzo molto alto. ha acuito fragilità del passato. Ha aggravato vecchie diseguaglianze e ne ha generate di nuove. Abbiamo perso posti di lavoro. Tante imprese, temono per il loro futuro». Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si ritrova costretto ad affrontare due temi dolorosi: il disastro sanitario del Covid e il parallelo collasso dell’economia. Una doppia crisi che Sergio Mattarella ha seguito passo dopo passo, partecipando concretamente al lutto e alle sofferenze degli italiani. E agli italiani si è rivolto in diretta tv dal Quirinale con il tradizionale messaggio di fine anno.

LEGGI ANCHE: Mattarella nomina 57 nuovi Cavalieri della Repubblica che hanno combattuto il coronavirus

Un messaggio che è una mano tesa a un Paese segnato da dieci mesi di coronavirus, un tentativo di rialzarlo e al tempo stesso di invitarlo alla solidarietà e alla responsabilità. A partire dalla questione dei vaccini: «Vaccinarsi è un dovere – dice Mattarella- La scienza ci offre l’arma più forte; prevalendo su ignoranza e pregiudizi. Ora a tutti e ovunque , senza distinzioni, dovrà essere consentito di vaccinarsi, gratuitamente: perché è giusto; e perché necessario per la sicurezza comune. Vaccinarsi è una scelta di responsabilità; un dovere. Tanto più, per chi opera a contatto con i malati e le persone più fragili. Di fronte a una malattia, così fortemente contagiosa, che provoca tante morti, è necessario tutelare la, propria salute, ed è doveroso proteggere quella degli altri: familiari, amici, colleghi. Io mi vaccinerò appena possibile- sottolinea il capo dello Stato -Dopo le categorie che, essendo a rischio maggiore, debbono avere la precedenza».

Un’attenzione è stata rivolta al ruolo dell’Unione europea, capace di far prevalere i valori comuni e quelli dei cittadini rispetto agli interessi personali. «L’Unione Europea è stata capace di compiere un balzo in avanti. Ha prevalso, l’Europa dei valori comuni, e dei cittadini. Non era scontato». Anche l’Italia «è stata protagonista in questo cambiamento», ha evidenziato, sottolineando come «serietà, collaborazione, e anche senso del dovere» siano necessari per proteggerci e per ripartire. «La pandemia — infatti — ci ha fatto riscoprire e comprendere quanto siamo legati agli altri; quanto ciascuno di noi dipenda dagli altri». L’emergenza sanitaria ha fatto riaffiorare il valore della solidarietà come base necessaria della convivenza e della società. Solidarietà internazionale. Solidarietà in Europa. Solidarietà all’interno delle nostre comunità. «Il 2021 deve essere — insomma, ha chiarito il Capo dello Stato — l’anno della sconfitta del virus e il primo della ripresa. Un anno in cui ciascuno di noi è chiamato anche all’impegno di ricambiare quanto ricevuto con gesti gratuiti, spesso da sconosciuti». Non sono mancati «limiti e ritardi», certo, e «ci sono stati certamente anche errori nel fronteggiare una realtà improvvisa e sconosciuta», ma non va ignorato neppure «quanto di positivo è stato realizzato e ha consentito la tenuta del Paese grazie all’impegno dispiegato da tante parti», ha aggiunto con un riferimento alla Forze Armate e alle Forze dell’Ordine.

La sfida che Mattarella lancia, infine, riguarda i prossimi mesi, che «rappresentano un passaggio decisivo per uscire dall’emergenza e per porre le basi di una stagione nuova. Non sono ammesse distrazioni. Non si deve perdere tempo», riferendosi a quanti rivestono ruoli dirigenziali nei vari ambiti, e richiamando «l’unità morale e civile degli italiani». Importante sarà, nel prossimo anno, il G20, che l’Italia presiede per la prima volta: «Un’occasione preziosa per affrontare le grandi sfide globali e un’opportunità per rafforzare il prestigio del nostro Paese». Ma diverse sono le ricorrenze che verranno celebrate nel 2021 alle quali il Presidente ha fatto riferimento come tappe della storia e della memoria del Paese: dal settimo centenario della morte di Dante al 160esimo dell’Unità d’Italia, dal centenario della collocazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria ai settantacinque anni della Repubblica. E sarà anche l’ultimo anno di Mattarella al Quirinale: «Quello che inizia sarà il mio ultimo anno, come Presidente della Repubblica. Coinciderà con il primo anno da dedicare alla ripresa, della vita economica e sociale del nostro Paese. La ripartenza sarà al centro di quest’ultimo tratto del mio mandato. Sarà un anno di lavoro intenso. Abbiamo le risorse per farcela. Auguri di buon anno a tutti voi!».

Tags
Back to top button
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi