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Crisi di governo, gli scenari possibili dopo l’affondo di Renzi: dal rimpasto a un esecutivo di larghe intese

Il terreno di scontro è ancora il Recovery plan. Se la nuova bozza non accoglierà le proposte di Iv le ministre renziane sono pronte a dimettersi aprendo la crisi. Il Conte ter, senza sfiducia in Parlamento, è l’ipotesi più plausibile. Probabile anche un giro di poltrone, meno quotata l’uscita di scena del premier o un esecutivo di centrodestra

I primi giorni del nuovo anno potrebbero essere decisivi per le sorti del governo. Non è detto che Giuseppe Conte affidi il suo destino politico a una conta parlamentare, ma lo farà se dovesse capire che con Matteo Renzi è inutile trattare. Che non è servito a nulla rimangiarsi la task force, né dirsi pronti ad accettare alcune delle proposte di Italia Viva sul Recovery plan. La data fatidica, che sancirà il prosieguo o la definitiva separazione tra la compagine di governo e i renziani, è quella del 7 gennaio quando Conte presenterà la nuova bozza in Consiglio dei ministri.

Fino a quel giorno, le parti cercheranno di trovare un punto d’incontro sul piano di iniziative da intraprendere per il rilancio del Paese grazie ai 196 miliardi in arrivo dai fondi europei previsti dal Next Generation Eu. «Un secondo dopo la presentazione del Recovery plan, se Conte non accoglierà le nostre proposte, la nostra delegazione al governo si dimetterà», continua a spiegare Matteo Renzi. In questo caso Conte potrebbe rimettere il mandato nelle mani di Mattarella. Il premier rimarrebbe lo stesso, senza una sfiducia in Parlamento, così come i ministri di prima fascia (Economia, Esteri, Salute), inaugurando il Conte ter. Renzi risulterebbe il vincitore e l’iniziatore di una nuova fase che potrebbe anche prevedere due vicepremier, uno per i M5S (Di Maio), l’altro per il Pd (Franceschini).

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Conte invece preferirebbe un ritocco della squadra di governo non troppo invasivo che premi le ambizioni di Italia Viva ma preservi l’esecutivo anche nella sua attuale denominazione. Come riporta il Corriere della sera, in questo caso ci sarebbe da convincere alcuni ministri, uno del M5s e uno del Pd, a lasciare. E potrebbero essere la ministra della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina e la titolare dei Trasporti Paola De Micheli. Nel rimpasto, Italia viva sarebbe premiata nel nuovo “organigramma” di governo.

Un altro scenario non vedrebbe più Conte alla presidenza del Consiglio. Caso che potrebbe verificarsi se il premier dovesse presentarsi alle Camere per giocarsi il tutto per tutto. Se quei numeri non venissero fuori, Renzi a quel punto potrebbe puntare al massimo risultato possibile: dichiarando che Italia viva, una forza ufficialmente indispensabile per dar vita un nuovo governo, si dimostra disponibile a farlo a patto che la guida sia un’altra. Si aprirebbe, insomma, la caccia al successore di Conte con tutti i big di partito in prima fila. Da Di Maio a Zingaretti, passando per Dario Franceschini.

Non è esclusa la soluzione che vede l’ex governatore della Bce Mario Draghi a capo dell’esecutivo. In questo caso si tratterebbe di un governo istituzionale di larghissime intese guidato da un nome terzo che si farebbe carico di guidare il Paese attraverso la delicatissima partita del Recovery Plan. Questo scenario sconta una serie di limiti. Il primo fra tutti, come riporta il Corriere della Sera, la disponibilità dell’ex governatore della Banca Centrale Europea. Questa possibilità potrebbe concretizzarsi solo nel caso in cui si allungassero i tempi della crisi di governo.

L’ultimo scenario che potrebbe verificarsi è un governo di centrodestra con l’appoggio esterno di Italia Viva. Renzi apre la crisi, Conte perde la fiducia e si dimette, Movimento Cinquestelle e Partito democratico perdono qualsiasi intesa, il centrodestra compatto rivendica la premiership e Italia Viva garantisce i numeri con l’appoggio esterno. Lo schema è aritmeticamente pericolante anche alla Camera (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Italia viva, sommati, fanno 284 deputati), ma comunque è un’alternativa che potrebbe verificarsi.

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