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Dalla zona gialla rafforzata alle chiusure nei weekend: il governo studia una nuova stretta

Preoccupano i dati sul contagio da coronavirus. Si va verso la proroga fino al 15 gennaio di alcune misure, come lo stop a bar e ristoranti e le limitazioni agli spostamenti

I contagi continuano a salire e anche nelle regioni gialle le riaperture previste per il 7 gennaio non sembrano più scontate. Solo ieri i contagi sono stati 11.831 con soli 67mila tamponi effettuati e un tasso di crescita che sale al 17%. E allora il governo potrebbe decidere di prorogare alcune restrizioni, almeno fino alla scadenza del Dpcm previsto per il 15 gennaio. Parallelamente, il governo sta valutando una modifica dei criteri che portano una Regione in una fascia di rischio più elevata, con l’obiettivo di rendere più facile il passaggio in zona arancione e rossa.

L’ultimo bollettino evidenziava come «Veneto, Liguria, Calabria hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel valore inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2, mentre Basilicata, Lombardia e Puglia lo superano nel valore medio, e Marche, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia lo sfiorano». Ecco perché gli esperti suggeriscono di «considerare di applicare le misure previste, per i livelli di rischio attribuiti, anche oltre le scadenze attuali» e quindi «la necessità di mantenere nel tempo la linea di rigore delle misure di mitigazione adottate nel periodo delle festività natalizie».

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Tra le possibilità quella di procedere con una nuova “zona gialla rafforzata“ sul modello natalizio con bar e ristoranti chiusi anche a pranzo. Non viene esclusa nemmeno la proroga delle restrizioni sugli spostamenti: anche in zona gialla, quindi, potrebbe rimanere il divieto di uscire dalla propria Regione, o addirittura dal Comune di residenza, al netto delle deroghe che già conosciamo. Questo almeno per una settimana, in attesa della scadenza del Dpcm attuale, fissata per il 15 gennaio.

Sullo sfondo resta in piedi l’ipotesi alternativa di una zona rossa nazionale nei giorni festivi e prefestivi. Nei fine settimana chiuderebbero così bar, ristoranti (con asporto e delivery consentiti), negozi considerati non essenziali e centri commerciali. Vietati anche gli spostamenti all’interno del proprio comune.

Possibile, inoltre, una modifica del meccanismo per decretare zone rosse o arancioni, abbassando quindi la soglia dell’Rt, come riporta il quotidiano La Repubblica. Oggi, infatti, Rt è fissato a 1,25 per il passaggio in zona arancione e a 1,5 per la zona rossa, mentre un’idea potrebbe essere quella di abbassare la soglia di 0,25: in questo modo, secondo gli ultimi dati del monitoraggio, tre Regioni diventerebbero arancioni, Calabria Liguria e Veneto, altre tre sarebbero in bilico, Basilicata, Lombardia e Puglia.

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