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L’Europa teme la terza ondata

I Paesi europei si stanno già preparando a fronteggiare una nuova ondata di Covid: dall’Italia al Regno Unito e alla Germania, il vecchio continente è pronto a una nuova serie di lockdown e misure restrittive anche per non rallentare ulteriormente la campagna vaccinale da poco iniziata

L’Europa alla prese con i piani di vaccinazione contro il coronavirus teme la terza ondata. I Paesi europei alla fine delle vacanze di Natale corrono ai ripari cercando di tenere sotto controllo il numero delle infezioni. Ognuno per sé stanno reintroducendo restrizioni e lockdown per cercare di attenuare la diffusione dei contagi, scongiurare un nuovo sovraccarico dei sistemi sanitari ed evitare di mettere a rischio la campagna vaccinale.

La Germania rimarrà in lockdown fino al 31 gennaio. La cancelliera Angela Merkel ha confermato l’estensione del blocco di tre settimane al termine del vertice con i Laender. «Le misure che abbiamo adottato oggi sono drastiche – ha detto Merkel – Non sono soltanto la continuazione di quelle prese prima di Natale: data la situazione, sono più dure». Le misure introdotte il 16 dicembre, originariamente, avrebbero dovuto interrompersi il 10 gennaio, ma le restrizioni non sono riuscite a ridurre i contagi a sufficienza da consentire una ripresa efficiente del sistema di tracciamento. Secondo le nuove regole, sarà possibile accogliere in casa un solo ospite che non fa parte del nucleo convivente, contro i due concessi finora. Inoltre, nei comuni in cui si registrano più di 200 nuove infezioni per 100 mila abitanti (il dato sarà conteggiato su base settimanale) saranno vietati tutti gli spostamenti fuori da un raggio di 15 chilometri. I bar, i ristoranti, i negozi non essenziali e le scuole rimarranno chiusi. Gli studenti continueranno con la didattica a distanza almeno fino alla fine del mese.

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Il Regno Unito ha deciso di reintrodurre misure restrittive dopo la diffusione di una variante del coronavirus che desta preoccupazione in Europa per via della sua maggiore trasmissibilità. Il premier Boris Johnson ha annunciato un nuovo lockdown, il terzo, a partire dal 5 gennaio: i cittadini potranno lasciare le loro case solo per motivi di necessità, tra cui assistenza medica, fare la spesa e per fuggire da abusi domestici. Le scuole, sia elementari sia secondarie, sono chiuse. È vietato ogni incontro in casa e fuori con persone al di fuori del proprio nucleo familiare, se non con una persona per fare esercizio fisico solo una volta al giorno.

L’Italia ha prorogato divieti e restrizioni fino 15 gennaio: divieto, su tutto il territorio nazionale, di spostarsi tra regioni o province autonome diverse, tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Rimane comunque «consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma». Viene confermato il coprifuoco alle 22 e si è deciso di mantenere la deroga che consente a due persone di andare a trovare parenti e amici. Il 9 e 10 gennaio è prevista l’applicazione su tutto il territorio nazionale delle misure previste per la cosiddetta “zona arancione”. Il governo italiano ha anche deciso di posticipare la riapertura delle scuole dal 7 all’11 gennaio per il 50% degli studenti di scuole superiori.

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La Francia, fanalino di coda in Europa nella somministrazione dei vaccini, promette di accelerare. Il ministro della Salute francese, Olivier Veran ha difeso la strategia del governo di somministrare i vaccini prima ai residenti delle case di cura. Tuttavia martedì ha promesso di semplificare il processo burocratico di consenso alla vaccinazione, accusato in parte del ritardo delle immunizzazioni in Francia. Veran ha affermato che il governo amplierà il numero di centri di vaccinazione e le categorie di persone che possono riceverlo e consentirà alle persone di prenotarsi su un’app o per telefono. «La crescita delle vaccinazioni nei prossimi giorni sarà esponenziale, state tranquilli», ha detto Veran. Mentre i Paesi vicini stanno imponendo nuovi rigidi lockdown, Veran ha affermato che la Francia sta valutando le sue opzioni e «non può rilassarsi», ma non ha annunciato nuove misure.

Dopo il lockdown imposto a dicembre e prorogato fino al 17 gennaio – con la chiusura di bar, ristoranti e negozi non essenziali – la Danimarca ha inasprito le misure di contenimento per tentare di frenare la rapida diffusione della nuova variante del coronavirus individuata nel Regno Unito. Le nuove restrizioni includono l’abbassamento da dieci a cinque persone del limite per gli incontri nei luoghi pubblici e l’obbligo di distanziamento di due metri.

Nuove restrizioni in Norvegia dal 4 al 18 gennaio. Scuole e università in modalità a distanza fino al 18, negozi e centri commerciali con ingressi contingentati per evitare affollamenti, attività all’aperto possono essere svolte se è possibile mantenere una buona distanza, divieto nazionale di servire alcolici in ristoranti ed eventi. Si raccomanda di non avere ospiti a casa ad eccezione dei servizi domiciliari necessari o visite a persone che hanno bisogno di assistenza. Le persone sole possono avere una visita con uno o due amici o una famiglia.

Lockdown esteso fino al 10 gennaio in Grecia dopo l’allentamento delle misure in occasione delle feste di Natale. A novembre era stato deciso un rigido coprifuoco notturno e il lockdown durante il giorno, misure che erano state allentate per il Natale, che in Grecia, a differenza di altri Paesi di fede ortodossa in cui si celebra il 7 gennaio, viene festeggiato il 25 dicembre, come da calendario Gregoriano. Da domenica scorsa il governo ha varato un nuovo giro di vite: chiusi i parrucchieri e i negozi di estetica, così come le librerie e le chiese che non potranno neanche dispensare la benedizione all’aperto il giorno dell’Epifania, inoltre il coprifuoco aumenterà di un’ora, entrando in vigore dalle 21 alle 5 del mattino. L’11 gennaio, però, si tornerà a una semi-normalità con l’apertura delle scuole.

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