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Crisi di governo, spunta l’ipotesi di un “esecutivo di scopo”

Renzi si accontenterà del rimpasto o staccherà la spina al governo giallorosso? C'è anche la possibilità di un governo "di salute pubblica": il centrodestra non lo esclude

Tra poche ore sapremo le reali intenzioni di Matteo Renzi: si accontenterà di un rimpasto e di qualche poltrona in più oppure andrà fino in fondo e staccherà la spina al governo giallorosso? Molto dipenderà dal premier Conte, che aveva promesso di esaminare il documento presentato da Italia Viva contenente alcune osservazioni e modifiche da apportare al Recovery plan. Altrimenti la conseguenza sarà naturale: i renziani ritireranno i due ministri e toglieranno la fiducia a questo governo.

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Ma di certo non si può additare Matteo Renzi come unico responsabile della situazione di stallo in piena pandemia. Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, aveva già riconosciuto i sintomi della crisi osservando le dinamiche in Parlamento, «perché quando ogni gruppo della maggioranza applaude solo il proprio relatore, significa che si è rotto qualcosa». È singolare che Conte non se ne fosse accorto, o forse faceva affidamento proprio sulle divisioni nella coalizione per regnare a Palazzo Chigi. Questo schema è saltato, e infatti ora il premier ha accettato in un sol colpo di trasformare la governance del Recovery fund, aumentare le risorse per la sanità, eliminare la Fondazione per la cyber sicurezza e sacrificare persino la sua squadra, che pure definiva «la migliore del mondo».

Ma le offerte per un rimpasto si sono rivelate inutili e strumentali. Come la ventilata idea di affidare a Draghi l’Economia. Le proposte di dare dicasteri di peso a Italia Viva, sono state rispedite al mittente da Renzi, che insiste nel chiedere prima le dimissioni di Conte e il passaggio della crisi dal Quirinale: «Solo da lì si può ricominciare». Ecco il motivo per cui Dario Franceschini annotava che «è tutto da rifare». Il Pd vede il caos e lo teme. Ma in questo caso le garanzie può darle solo Renzi, che si trova davanti a un bivio.

Se il fondatore di Italia Viva darà l’ok a un Conte 3 darebbe grande forza alle voci secondo cui sarebbe interessato all’incarico di segretario generale della Nato. «Altrimenti Matteo non vestirebbe i panni dell’utile idiota, facendo per conto di Zingaretti e Di Maio, quello che loro vogliono ma non possono dire. Cioè il ridimensionamento del premier e il rimpasto» fa notare un dirigente del Partito Democratico. Cosa succederà se invece confermerà il veto su Conte e farà saltare definitivamente il governo giallorosso?

C’è un’altra ipotesi che sta prendendo corpo in queste ore. Come riportato dal Corriere della Sera, nel palazzo sta correndo voce di un possibile governo “di salute pubblica”. E si tratterebbe di un’opzione su cui il centrodestra sta riflettendo. Fonti autorevoli vicine a Salvini sostengono infatti che l’ipotesi di un “governo di scopo” attraversa le riunioni della Lega: «Sono per ora ragionamenti allo stato embrionale. Per un simile scenario servono le condizioni e i tempi. A meno che il precipitare della situazione nel Paese porti ad appelli all’unità nazionale per salvare l’Italia». Anche Fratelli d’Italia si sarebbe detta disponibile a ragionare in merito. Come confermano le ultime parole della leader Giorgia Meloni che potrebbero cambiare il quadro politico: «Io dico che non farei mai il ministro in un governo del quale fossero parte organica forze di sinistra, M5s, Pd, Leu, Renzi. Ma non ho bisogno di fare il ministro per dare una mano all’Italia».

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