PoliticaPrimo Piano

Perché il governo rischia di cadere

Questa sera l'appuntamento decisivo per il destino dell'esecutivo. Renzi potrebbe ritirare le sue ministre: ecco le tappe, le motivazioni e i retroscena che hanno portato alla crisi

Ancora poche ore per conoscere il destino del governo Conte. Con il segretario del Pd Nicola Zingaretti che fa l’ultimo tentativo di ricucire la frattura nella maggioranza. E Palazzo Chigi che sferra la sua contromossa: «Se il leader di Iv si assumerà la responsabilità di una crisi di governo in piena pandemia, per il presidente Conte sarà impossibile rifare un nuovo esecutivo con il sostegno di Italia Viva». Dichiarazioni che puntano a sgombrare il tavolo da uno dei possibili obiettivi di Renzi, cioè un Conte ter che passi dalle sue dimissioni e dal rinnovo integrale dei ministri.

LEGGI ANCHE: Crisi di governo, a rischio 20 miliardi del decreto Ristori

La crisi potrebbe avere inizio ufficialmente questa sera: alle 21.30 si terrà il consiglio dei ministri che approverà il Recovery plan, riveduto e corretto secondo i suggerimenti di Italia viva. Pd, Leu e M5s le stanno provando tutte per far capire all’alleato che non è il momento di innescare una crisi. Semmai si può discutere di qualche ritocco alla squadra di governo. Nicola Zingaretti definisce infatti «un grave errore politico provocare una crisi che il 99% degli italiani non capisce». Mentre Crimi parla di «tradimento nei confronti degli italiani nel momento più difficile».

Italia Viva continua invece a giocare la sua partita in solitaria: «Una battaglia di libertà e di coraggio contro il pensiero unico di larga parte dei talk e dell’informazione di palazzo». Nella sua e-news Renzi scrive di non aver fatto «nessuna richiesta di poltrone, nessuna polemica pretestuosa, nessun atto irresponsabile». E a chi gli contesta di voler aprire la crisi «con tutti questi morti», lui replica che «davanti a tutti questi morti, noi non vogliamo più ministeri ma più soldi per la sanità». Chiede quindi di ricorrere al Mes.

E una volta dato il via libera al Recovery plan, che verrà trasmesso al Parlamento e alle parti sociali (va inviato entro metà febbraio a Bruxelles), Matteo Renzi, potrebbe ritirare la delegazione del suo partito al governo: le ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto. Questo passaggio formalizzerebbe ufficialmente la crisi di governo. Cosa è andato storto? Renzi, che è stato tra i principali fautori della nascita del governo giallorosso, adesso potrebbe essere il principale responsabile della sua caduta.

A far scattare la miccia è stato il piano di gestione del Recovery Fund, lo strumento comunitario fortemente richiesto dal governo per contrastare la crisi economica provocata dalla pandemia scatenata dal coronavirus. Conte, in una prima fase, ha ipotizzato una cabina di regia guidata da Palazzo Chigi con l’ausilio di alcuni ministri e, soprattutto, di sei super manager (uno per ogni area dei progetti) e una squadra di tecnici. L’idea però ha creato tensioni nella maggioranza con Italia viva che si è da subito opposta.

Matteo Renzi ha ipotizzato il ritiro della delegazione di Italia viva e sostenuto che la sua battaglia non sia legata alla richiesta di più posti per il suo partito al governo: «Non ci basta uno strapuntino». La necessità di approvare il bilancio dello Stato e le ferie natalizie hanno rallentato i tempi della crisi, che però si è allargata. Si è iniziato a parlare di rimpasto, di esecutivi tecnici di unità nazionale e anche della possibilità di tornare al voto prima che scatti il semestre bianco il prossimo luglio. Conte ha dato il via a una verifica di governo.

Conte tenta la tregua: «Servono risposte sul Recovery plan, aprire il confronto con le parti sociali e con le varie forze. Auspico un clima di collaborazione per arrivare quanto prima a una sintesi». Ma se verrà meno la fiducia di un partito il premier annuncia che andrà in Parlamento. Nel frattempo si lavora a un nuovo Recovery plan che includa le proposte di Iv. La bozza è pronta e verrà discussa nel Consiglio dei ministri di stasera. Ma dopo l’ok del governo Italia viva potrebbe aprire la crisi di governo.

Tags
Back to top button
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi