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Dalla Germania al Portogallo: l’Europa alla prese con vecchi lockdown e nuove restrizioni

Incremento di contagi in tutti i Paesi. I governi temono le conseguenze legate alla nuova variante inglese del virus e alle festività appena passate. Merkel: «Se non riusciamo a fermare la mutazione avremo entro Pasqua un’incidenza del virus pari a 10 volte quella attuale»

Mentre nel mondo si moltiplica il numero dei Paesi che introducono o prolungano misure restrittive più stringenti, anche in Cina dove il virus sembrava sconfitto, il Covid continua a diffondersi. In Europa i governi sono preoccupati dalle conseguenze legate alla nuova variante inglese del virus e alle festività appena passate. «Se non riusciamo a fermare la mutazione – ha detto Merkel – avremo entro Pasqua un’incidenza del virus pari a 10 volte» quella attuale. La Francia pensa di estendere il coprifuoco anticipato alle 18 a tutti i dipartimenti del Paese. E l’Olanda ha già deciso di prolungare il lockdown di tre settimane.

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Ieri Angela Merkel ha avvertito che il lockdown duro potrà proseguire almeno per altri due mesi. Oggi i dati del Robert Koch Institute, l’agenzia incaricata dal governo di Berlino di monitorare l’andamento della pandemia in Germania, sembrano confermare i timori della cancelliera: i nuovi casi sono più di 19.600, un dato in crescita. Inoltre, sono 1.060 i decessi per complicanze legate all’infezione. La cancelliera è preoccupata per la variante B117 del coronavirus: «Se non ce la facciamo a contenere la variante britannica, a Pasqua avremo un’incidenza decuplicata». Perciò la cancelliera è convinta che serviranno «altre 8-10 settimane di restrizioni dure». E alcuni land come Berlino sono già costretti, a causa dell’alta incidenza dei contagi, a introdurre per la prima volta dall’inizio della pandemia una stretta alla mobilità individuale, un raggio-limite di 15 chilometri entro il quale è consentito muoversi. Intanto in Baviera da lunedì entrerà in vigore l’obbligo di indossare le mascherine Ffp2 al supermercato, negli spazi pubblici e sui mezzi di trasporto.

L’Olanda ha deciso di prolungare il lockdown di tre settimane fino al 9 febbraio, come annunciato dal primo ministro di Amsterdam, Mark Rutte. «Non credo di sorprendervi nell’annunciare che il confinamento è prolungato di tre settimane», ha detto Rutte in conferenza stampa alla tv rivolgendosi ai cittadini. Il confinamento sarebbe dovuto terminare il 19 gennaio ma i numeri dei nuovi contagi sono ancora alti e preoccupa la variante britannica del virus.

Anche la Francia condivide la stessa preoccupazione, tanto che si pensa di anticipare il coprifuoco alle 18 (e non alle 20) in tutti i 101 dipartimenti del Paese. Secondo fonti dei media francesi, sul tavolo c’è anche l’ipotesi di un lockdown generale e quella di un lockdown in base alle regioni, o parziale, per esempio soltanto nei weekend. In ognuno dei casi che saranno presi in esame, le scuole rimarranno comunque aperte e qualsiasi decisione potrà essere varata non prima della settimana prossima, dopo aver preso in esame le cifre di questi giorni cruciali per le conseguenze delle festività e l’aumento della presenza delle varianti del Covid sul territorio.

Da lunedì, per entrare in Austria, sarà obbligatorio effettuare una registrazione elettronica. Vanno indicati tramite un modulo online nome, data di nascita, email, indirizzo di soggiorno, data di ingresso, eventuale data di partenza e i Paesi visitati negli ultimi 10 giorni e l’obbligo vale per tutte le persone che entrano nel Paese, ad eccezione di pendolari, dei viaggiatori in transito per raggiungere un altro Paese e per urgenze in ambito familiare, come per esempio funerali. Resta in vigore la quarantena obbligatoria di 10 giorni, che può essere accorciata a 5 giorni con un tampone negativo a proprie spese.

Anche Spagna e Portogallo pensano a nuove misure per contenere i contagi. Nel weekend la Spagna ha fatto registrare un nuovo picco di contagi: il ministero della Salute ha segnalato 61.422 casi di Covid. È il dato più alto registrato nel fine settimana dall’inizio della pandemia, riporta El Pais. I nuovi decessi sono 401. «Stanno arrivando settimane complicate – ha ammonito il direttore del Centro di coordinamento per gli allarmi sanitari e le emergenze, Fernando Simon – Nei prossimi giorni si prevede un aumento dell’incidenza». Record di morti anche in Portogallo dall’inizio della pandemia: sono 155 nelle ultime 24 ore che portano il totale dei decessi a oltre 8 mila. Al termine di una riunione con gli epidemiologi, il primo ministro Antonio Costa ha affermato che «c’è un grande consenso» sul lockdown di almeno un mese a causa «fortissima crescita dei casi».

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