• Cookie Policy
  • Chi siamo
martedì, Gennaio 13, 2026
  • Login
Pickline
  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute
No Result
View All Result
  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute
No Result
View All Result
Pickline
No Result
View All Result

Serve un nuovo lockdown? Cosa dicono gli esperti

Dopo le dichiarazioni di Walter Ricciardi che invoca una nuova chiusura totale gli scienziati si dividono. L’Iss: «Rafforzare misure contro la variante inglese in tutta Italia»

Giusy Bottari di Giusy Bottari
Febbraio 15, 2021
in Italia
Tempo di lettura: 3 mins read
A A
Serve un nuovo lockdown? Cosa dicono gli esperti

Fa discutere la presa di posizione di Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, che ha parlato della necessità di un lockdown totale in tutta Italia. Una chiusura di due tre, quattro settimane, il tempo necessario per tonare a testare e tracciare e vaccinare ad alto ritmo con l’obiettivo di «limitare la circolazione del virus al di sotto dei 50 casi ogni 100 mila abitanti». Quello che insomma sta cercando di fare buona parte d’Europa, come Francia e Germania attualmente in lockdown. Una strategia di contrasto al virus che divide gli esperti, con alcuni convinti che si debbano evitare misure drastiche e ricorrere invece a interventi mirati. Come al solito c’è il fronte del sì, quello del no e anche quello del forse.

Andrea Crisanti, virologo dell’Università di Padova, non ha dubbi: «Ormai serve il lockdown, le zone rosse non bastano per contenere le varianti, andava già fatto a dicembre». Anche Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, dà ragione a Ricciardi «in linea di principio perché è sotto gli occhi di tutti che la faccenda delle regioni colorate non ha funzionato». Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Ospedale Galeazzi di Milano è più moderato e vede il lockdown duro come opzione poco praticabile: «Da un punto di vista medico le chiusure sono la scelta migliore per tornare a controllare la malattia, recuperare il tracciamento e poter svolgere una campagna vaccinale con serenità, senza che gli ospedali siano intasati ma serve un compromesso perché intere filiere di lavoratori sono devastate e serpeggia grande ribellione sociale, bisogna valutare anche la sostenibilità di una chiusura così rigida. Dobbiamo stringere i denti ancora due o tre mesi, magari ritardando i parametri del passaggio delle Regioni da un colore e l’altro, istituendo zone rosse ah hoc nelle zone dove nascono focolai».

Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova è molto critico. «Chiedere un lockdown generale è una misura barbara, senza razionale scientifico. Le soluzioni sono lockdown mirati, provinciali, localizzati, chirurgici e rapidi. Abbiamo Sardegna e Val D’Aosta quasi bianche e le trattiamo alla pari dell’Umbria? Per me non è corretto». Roberto Burioni virologo e docente all’università Vita-Salute San Raffaele su Twitter scrive: «Il problema non si risolve con le chiusure che servono solo a guadagnare tempo. Si risolve con il vaccino. Adesso sbrighiamoci». Francesco Vaia, direttore dell’Inmi Spallanzani di Roma, è contrario al lockdown generalizzato: «Vanno applicate con severità le misure che abbiamo. Un lockdown severo non serve, ma occorrono chiusure chirurgiche».

Quello che spaventa gli esperti è per la verità la diffusione delle varianti. Quasi il 20% dei casi positivi in Italia (1 su 5, esattamente il 17,8%) appartiene alla variante inglese. In Francia la prevalenza della variante inglese è del 20-25%, in Germania sopra il 20%. Sappiamo che la variante inglese è più contagiosa almeno del 50% ed è chiaro che se dovesse diventare prevalente è atteso un boom di contagi e di conseguenza un nuovo incremento di decessi e un grande stress per il sistema ospedaliero. In Italia sta circolando anche la variante brasiliana: focolai dovuti a questo ceppo sono stati localizzati a Perugia e Chiusi. Sono in corso indagini per calcolare la diffusione.

E intanto arriva una nuova durissima richiesta dell’Iss: «Considerata la circolazione nelle diverse aree del Paese si raccomanda di intervenire al fine di contenere e rallentare la diffusione della variante UK rafforzando/innalzando le misure in tutto il Paese e modulandole ulteriormente laddove più elevata è la circolazione, inibendo in ogni caso ulteriori rilasci delle attuali misure in atto».

Anche l’Europa è preoccupata: l’Ecdc ha aggiornato il livello di rischio attualmente valutato “alto-molto alto”. E la direttrice Andrea Ammon scrive in una nota: «Dalla nostra ultima valutazione la situazione epidemiologica è rimasta molto preoccupante. A meno che le misure non farmaceutiche non vengano continuate o addirittura rafforzate, nei prossimi mesi dovrebbe essere previsto un aumento significativo dei casi e dei decessi correlati al Covid-19».

Tags: CoronavirusEcdcIssLockdownVariante ingleseWalter Ricciardi
Share324Tweet202Share57ShareSend
Articolo precedente

Impianti sciistici fermi fino al 5 marzo: ecco perché Speranza ha deciso all’ultimo

Articolo successivo

Nel M5s si allarga il fronte di chi non voterà la fiducia al governo Draghi

Altri Articoli

Cosa significa essere intersessuale
Italia

Cosa significa essere intersessuale

Agosto 3, 2024
L’estate calda per chi viaggia in treno
Italia

L’estate calda per chi viaggia in treno

Agosto 1, 2024
Cosa succede nelle carceri italiane
Italia

Cosa succede nelle carceri italiane

Luglio 30, 2024
Che cos’è il fascicolo sanitario elettronico?
Italia

Che cos’è il fascicolo sanitario elettronico?

Giugno 28, 2024
Articolo successivo
Nel M5s si allarga il fronte di chi non voterà la fiducia al governo Draghi

Nel M5s si allarga il fronte di chi non voterà la fiducia al governo Draghi

  • Italia
  • Politica
  • Economia
  • Green Economy
  • Mondo
  • Cultura
  • Libri
  • Salute

© 2021 Casa editrice: MAURFIX S.r.l.
P. IVA 02713310833 - ROC n. 31556 - ISSN 2611-528X
PICKLINE è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 89 del 22/05/2018
Fondatore e Direttore Editoriale: Maurizio Andreanò
Direttore Responsabile: Giusy Bottari
Mail: redazione@pickline.it

Alcune delle immagini pubblicate su questo sito sono state reperite da Internet e sono quindi ritenute di pubblico dominio. Se l'autore di una qualsiasi immagine ritenesse che la sua presenza sul nostro sito leda i propri diritti, è invitato a contattarci all'indirizzo email redazione@pickline.it. Dopo la ricezione della comunicazione e la verifica della richiesta, provvederemo prontamente alla rimozione delle immagini in questione.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute

© 2021 Casa editrice: MAURFIX S.r.l.
P. IVA 02713310833 - ROC n. 31556 - ISSN 2611-528X
PICKLINE è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 89 del 22/05/2018
Fondatore e Direttore Editoriale: Maurizio Andreanò
Direttore Responsabile: Giusy Bottari
Mail: redazione@pickline.it

Alcune delle immagini pubblicate su questo sito sono state reperite da Internet e sono quindi ritenute di pubblico dominio. Se l'autore di una qualsiasi immagine ritenesse che la sua presenza sul nostro sito leda i propri diritti, è invitato a contattarci all'indirizzo email redazione@pickline.it. Dopo la ricezione della comunicazione e la verifica della richiesta, provvederemo prontamente alla rimozione delle immagini in questione.