In piena pandemia di Covid-19, riappare lo spettro dell’Ebola. La Guinea ha lanciato l’allarme: «Siamo di fronte ad una nuova epidemia». Sono stati scoperti sette casi confermati e si sono contati tre decessi. L’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato che trasporterà quanto prima nel paese vaccini contro la malattia. «Intendiamo consegnare rapidamente gli strumenti necessari per aiutare la Guinea, che ha sviluppato già una grande esperienza», ha dichiarato il professor Alfred George Ki-Zerbo dell’Oms.
Proprio dalla Guinea iniziò a propagarsi la terribile epidemia di Ebola del 2013-2016, che fece una strage uccidendo oltre 11.300 persone su 28mila casi – molti però ritengono queste cifre largamente sottostimate – diffondendosi nelle vicine Liberia e Sierra Leone e facendo vittime nei cinque continenti, inclusi gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Spagna e anche l’Italia, dove ci fu un morto. Ma l’offensiva del temibile virus africano creò anche la sinergia mondiale che diede vita al vaccino. Oggi l’alleanza vaccinale internazionale Gavi Covex ha uno stock di mezzo milione di dosi pronte per fronteggiare le emergenze.
Casi di Ebola sono stati segnalati anche nella Repubblica democratica del Congo. Al momento sono tre i contagi certificati. L’ultimo è stato scoperto a Butembo, città di oltre un milione di abitanti ed epicentro di un grave focolaio del virus lo scorso giugno, dopo quasi due anni senza casi. Il ministero della Salute congolese ha annunciato la ricomparsa della malattia il 7 febbraio, dopo la morte di una donna che aveva contratto il virus. Nel paese sono arrivate 1.200 dosi di vaccino e gli operatori sanitari che stanno formando il personale per la somministrazione delle dosi e il tracciamento. Una nuova epidemia sarebbe la dodicesima in Repubblica democratica del Congo da quando il virus è stato scoperto per la prima volta nel 1976 vicino al fiume Ebola.
Dal 1976 fino al 2012 l’Oms aveva tracciato 24 focolai con quasi 1.600 morti. Poi ci furono gli 11.300 morti della grande epidemia del 2013 durata oltre tre anni. Da allora ci sono stati diversi focolai in Africa centrale, i più consistenti dei quali tutti nella Repubblica Democratica del Congo. L’ultimo, l’undicesimo, dichiarato dall’Oms un’emergenza mondiale, è stato ufficialmente domato lo scorso novembre dopo 55 morti.




