Comunicato il «possibile legame» tra la somministrazione del vaccino Astrazeneca e alcune rare trombosi, l’Agenzia europea per i medicinali ha anche spiegato quali sono i sintomi che devono imporre di rivolgersi al medico. «Le persone che hanno ricevuto il vaccino devono cercare immediatamente assistenza medica se sviluppano sintomi di combinazione di coaguli di sangue e piastrine basse» scrive l’Ema in una nota. L’elenco dei sintomi comprende la mancanza di respiro, dolore al petto, gonfiore delle gambe, dolore addominale persistente, sintomi neurologici e lividi che compaiono senza motivo. Il tutto per due settimane a partire dal giorno del vaccino.
I soggetti colpiti, in base al database europeo sulla sicurezza dei farmaci, sono stati 222 su 34 milioni di persone vaccinate, in maggioranza donne sotto i 60 anni. Per questo motivo alcuni Stati, tra cui l’Italia, hanno deciso di raccomandare AstraZeneca solo a persone sopra i 60 anni, anche se l’Ema, nella sua analisi, ha specificato che non esistono categorie di età o sesso per cui si sia dimostrato un rischio maggiore. Il vaccino è stato giudicato sicuro e i rischi-benefici positivi, ma mentre non ci sono indicazioni di terapie preventive contro le eventuali trombosi rare, ci sono sintomi e segnali cui si può e si deve prestare attenzione, perché iniziano ad esserci protocolli che riescono ad affrontare il problema in modo da minimizzare i rischi correlati.
«Gli operatori sanitari – sottolinea l’Ema – devono prestare attenzione ai segni e sintomi di tromboembolia e trombocitopenia in modo da poter trattare prontamente le persone colpite in linea con le linee guida disponibili». Dovrebbero inoltre dire a chi riceve il vaccino di consultare un medico in caso di «sintomi di coaguli di sangue come mancanza di respiro, dolore toracico, gonfiore delle gambe, dolore addominale persistente, sintomi neurologici come mal di testa grave e persistente e visione offuscata» dopo pochi giorni. «Il dolore da trombosi è molto forte e persistente e se è quindi associato a sintomi neurologici come appunto problemi alla vista, gambe poco sensibili e difficoltà a muoversi, difficoltà a parlare, sopore e offuscamento della coscienza, bisogna rivolgersi al medico. Le piastrine basse provocano puntini rossi e lividi inaspettati».
«Se proprio si è spaventati, si possono misurare le piastrine e il d-dimero nel sangue prima della vaccinazione, per conoscere il valore di partenza, dopo una settimana e dopo quindici giorni dall’iniezione. Con i colleghi tedeschi abbiamo visto infatti che il calo delle piastrine e l’aumento del d-dimero sono progressivi. Tendono cioè a modificarsi per alcuni giorni, prima di portare alla trombosi», ha spiegato l’ematologo Pier Mannuccio Mannucci, intervistato da La Repubblica. «Se le misurazioni successive al vaccino sono molto diverse rispetto agli esami fatti prima, potrebbe essere opportuno allarmarsi. Attenzione però, non parlo di normali oscillazioni, che dipendono da tante ragioni, non ultima la variabilità dei test di laboratorio. Mi riferisco a cambiamenti drastici. Le piastrine, che normalmente si aggirano attorno alle 200mila, nelle persone colpite da questo tipo di trombosi erano scese a poche decine di migliaia, anche a 5mila. In alcuni casi non erano nemmeno rilevabili. Valori di d-dimero alti fino a 500-600 non sono rari e non sono preoccupanti nemmeno per i vaccinati. Quelli che abbiamo visto nei casi esaminati erano andati addirittura fuori scala, non potevano nemmeno a essere calcolati dal laboratorio. L’esame del sangue può aiutare a tranquillizzare, se è proprio necessario, ma va visto insieme a un medico. Non deve diventare ulteriore motivo di ansia».




