Non ci saranno manifestazioni pubbliche, cortei e gente nelle piazze. Ma il 25 aprile, per l’Italia, è dal 1945 una giornata da festeggiare, da onorare, da celebrare. Ancora oggi. «Il difficile momento che stiamo vivendo limita le modalità di celebrazione ma desidero con uguale intensità, in questo 25 aprile, festa della libertà di tutti gli italiani, ricordare il sacrificio di migliaia di connazionali che hanno lottato nelle fila della Resistenza e combattuto nelle truppe del Corpo italiano di liberazione, di quanti furono deportati, internati, sterminati nei campi di concentramento e delle donne e degli uomini di ogni ceto ed estrazione che non hanno fatto mancare il loro sostegno, pagando spesso duramente la loro scelta», scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato alle associazioni combattentistiche e d’arma in occasione del 76esimo anniversario della Liberazione.
L’occupazione tedesca e fascista in Italia non terminò in un solo giorno ma si considera il 25 aprile come data simbolo, perché quel giorno del 1945 coincise con l’inizio della ritirata da parte dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della repubblica di Salò dalle città di Torino e di Milano, dopo che la popolazione si era ribellata e i partigiani avevano organizzato un piano coordinato per riprendere le città.
LEGGI ANCHE: Perché celebrare il 25 aprile (ancora oggi)
La decisione di scegliere il 25 aprile come “festa della Liberazione” fu presa il 22 aprile del 1946, quando il governo italiano provvisorio stabilì con un decreto che il 25 aprile dovesse essere “festa nazionale”. La data fu fissata in modo definitivo con la legge n. 269 del maggio 1949, presentata da De Gasperi in Senato nel settembre 1948. Da allora, il 25 aprile è un giorno festivo.
Ma il realtà le operazioni militari si protrassero in realtà fino ai primi giorni di maggio. La superiorità schiacciante di uomini e mezzi rispetto agli occupanti tedeschi ed ai militi della Repubblica di Salò consentì ad alleati e partigiani di avanzare con celerità ed efficienza in Italia settentrionale. Il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia lanciò un’insurrezione generale il 16 aprile. Tre giorni dopo fu attaccata Bologna, liberata definitivamente il 21 aprile con l’ausilio delle truppe Alleate. Il 24 aprile 1945 gli alleati superarono il Po e il 25 aprile i soldati tedeschi e della repubblica di Salò cominciarono a ritirarsi da Milano e da Torino. In quelle ore fuggì da Milano anche il duce Benito Mussolini, catturato poi pochi giorni dopo dai partigiani e trucidato. L’abbandono di Milano da parte di Mussolini durante il 25 aprile costituisce un motivo ulteriore per la scelta di questa data ai fini delle celebrazioni della liberazione del Paese.





