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G7, compromesso Usa-Ue sulla Cina: chiesta nuova indagine sull’origine del Covid

Nella dichiarazione finale, i leader delle sette potenze mondiali si dicono d'accordo per adottare una linea più dura contro la Cina in materia di pratiche commerciali sleali e questioni relative ai diritti. Allo stesso tempo, la dichiarazione sottolinea un interesse comune alla cooperazione in particolare sul clima

Redazione di Redazione
Giugno 13, 2021
in Mondo
Tempo di lettura: 2 mins read
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G7, compromesso Usa-Ue sulla Cina: chiesta nuova indagine sull’origine del Covid

Una «tempestiva e trasparente» indagine sulle origini del Covid; la distribuzione di oltre 1 miliardo di dosi di vaccini anti-Coronavirus ai paesi poveri; il «sostegno a sicuri Giochi Olimpici di Tokyo 2020 come simbolo dell’unità globale» nel superare la pandemia; l’accelerazione degli sforzi per ridurre le emissioni di gas serra e dimezzarle entro il 2030; la libertà di voto in Libia; il rispetto dei diritti umani in Cina e la cessazione delle attività destabilizzanti della Russia. Ma soprattutto porre fine alla pandemia entro il 2022. Di questo e tanto altro si è parlato durante il G7 in Cornovaglia.

Joe Biden è giunto in Europa con il chiaro obiettivo di rafforzare il legame con gli alleati europei nel contrasto a Pechino. Un dossier, quello cinese, su cui negli ultimi due giorni non sono mancate divergenze. Se Washington ha proposto un approccio molto più duro verso la Cina, gli Stati europei, Germania e Italia in testa, hanno voluto frenare, preferendo un canale più di cooperazione che di scontro con la potenza cinese. Un compromesso è stato però raggiunto. Nel testo la Cina viene indicata come «rivale» sui diritti umani, con riferimenti alla denuncia del lavoro forzato imposto alla minoranza musulmana degli Uiguri nella regione autonoma dello Xinjiang. Dall’altra parte, seguendo la linea europea, non sono mancati richiami ad aree di cooperazione (in particolare sul clima), mentre sul piano commerciale ed economica si parla di concorrenza.

È la prima volta che i leader del G7 esprimono le loro critiche alla seconda economia mondiale in una dichiarazione finale in modo così esplicito. Secondo il testo, per quanto riguarda la Cina il G7 cercherà di «continuare a consultarsi sugli approcci collettivi per gestire le politiche e le pratiche non di mercato che minano il funzionamento equo e trasparente dell’economia globale». Inoltre, si fa riferimento alla promozione «dei nostri valori, anche invitando la Cina a rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali, in particolare in relazione allo Xinjiang e a quei diritti, libertà e alto grado di autonomia per Hong Kong sanciti dalla Dichiarazione congiunta sino-britannica». Il comunicato fa riferimento anche a due altre aree chiave nei rapporti con Pechino, esprimendo «seria preoccupazione sulla situazione nel Mar cinese orientale e meridionale» e sottolineando l’importanza della pace e della stabilità sullo Stretto di Taiwan. Inoltre si invoca uno studio «tempestivo, trasparente, scientifico, guidato da esperti e indetto dall’Oms sulle origini del Covid-19».

LEGGI ANCHE: Ecco perché gli Usa hanno deciso di riaprire l’inchiesta sull’origine del Covid in laboratorio

Il G7 ha promesso di donare oltre un miliardo di dosi di vaccino contro il coronavirus a Paesi più poveri. Lo ha annunciato in conferenza stampa il premier britannico, Boris Johnson, che al summit in Cornovaglia ha fatto gli onori di casa. Johnson ha detto che le dosi arriveranno sia direttamente sia tramite il programma Covax. L’impegno è molto inferiore rispetto alle 11 miliardi di dosi di cui l’Organizzazione mondiale della sanità ha detto che c’è bisogno per vaccinare almeno il 70% della popolazione mondiale e per porre davvero fine alla pandemia. Sul tema dei virus, ha spiegato Biden, si è trovato invece «l’accordo per lavorare insieme e per prevenire, anticipare e affrontare pandemie future».

Tags: Boris JohnsonG7Indagine origine CovidJoe BidenUeUsa
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Fondatore e Direttore Editoriale: Maurizio Andreanò
Direttore Responsabile: Giusy Bottari
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Alcune delle immagini pubblicate su questo sito sono state reperite da Internet e sono quindi ritenute di pubblico dominio. Se l'autore di una qualsiasi immagine ritenesse che la sua presenza sul nostro sito leda i propri diritti, è invitato a contattarci all'indirizzo email redazione@pickline.it. Dopo la ricezione della comunicazione e la verifica della richiesta, provvederemo prontamente alla rimozione delle immagini in questione.

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