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L’annuncio dei talebani: «Abbiamo conquistato il Panjshir»

I talebani sono entrati a Bazarak, ma il Fronte di resistenza non ammette la resa: «Siamo presenti in tutte le posizioni strategiche e continueremo a combattere»

Redazione di Redazione
Settembre 6, 2021
in Mondo
Tempo di lettura: 3 mins read
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L'annuncio dei talebani: «Abbiamo conquistato il Panjshir»

Cade l’ultima provincia ribelle in Afghanistan. I talebani hanno annunciato di aver preso il «totale controllo» della valle del Panjshir, l’unico territorio che ancora non era sotto il loro controllo, dove da giorni era in corso una battaglia tra i membri del gruppo islamista radicale e i ribelli fedeli al vecchio governo. «La provincia del Panjshir, ultima roccaforte del nemico mercenario, è stata completamente conquistata», ha comunicato in un tweet Zabiullah Mujahid, portavoce dell’Emirato islamico dell’Afghanistan. «Con questa vittoria – ha aggiunto il portavoce – il nostro Paese è ora completamente fuori dal baratro della guerra».

LEGGI ANCHE: Chi sono i leader dei talebani

La notizia della conquista è stata smentita da parte dei ribelli, ma sono cominciate a circolare diverse testimonianze dell’ingresso dei talebani a Bazarak, la capitale della regione. Uno degli account Twitter ufficiali della resistenza ha scritto lunedì mattina che le forze dei ribelli sono ancora presenti «in tutte le posizioni strategiche» e che «continueranno a combattere». Sempre sui social network sono cominciate a circolare foto dei talebani in posa davanti al palazzo del governatore di Bazarak, e diversi testimoni locali hanno detto ai media occidentali che la città è stata conquistata. Tra gli altri, un ufficiale delle forze ribelli ha detto al Washington Post: «Sì, il Panjshir è caduto. I talebani hanno preso il controllo degli uffici del governo».

Taliban’s claim of occupying Panjshir is false. The NRF forces are present in all strategic positions across the valley to continue the fight. We assure the ppl of Afghanistan that the struggle against the Taliban & their partners will continue until justice & freedom prevails.

— National Resistance Front of Afghanistan (@nrfafg) September 6, 2021

Solo ieri Ahmad Massoud, figlio del “Leone del Panjshir”, assassinato nel settembre 2001 da al-Qaeda, nonché erede della guida del Fronte della resistenza nazionale (Nfr) dell’Afghanistan, aveva lanciato un ultimatum ai talebani, annunciando che il suo gruppo era pronto a fermare i combattimenti se i talebani avessero interrotto «i loro attacchi e il movimento militare in Panjshir e Andarab». E dopo scontri delle ultime ore, l’Nrf ha annunciato che lo storico portavoce di Massoud, Fahim Dashtay, è stato ucciso in un attacco dei talebani, così come l’alto comandante Abdul Wudod Zara.

When you overestimate your public support & fight will of the people by adopting bellicose rethoric & not settling matters over dialogue.

We continue to advocate that lessons must be learnt & past forgotten.

Lets work in unison towards a brighter future without violence. pic.twitter.com/PwC5GtrujU

— Abdul Qahar Balkhi (@QaharBalkhi) September 6, 2021

La valle del Panjshir fu un punto centrale sia della resistenza afghana contro i sovietici, che occuparono l’Afghanistan negli anni Ottanta, sia contro il successivo governo dei talebani, che non riuscirono mai a conquistarla. Compresa in una lunga e stretta valle, la provincia è difesa da ex soldati e membri delle forze di sicurezza afghane, che negli ultimi mesi hanno trovato rifugio nella zona e si sono uniti agli abitanti che non accettano il regime talebano. Le forze militari ribelli sono poche e non molto attrezzate, e sono stimate intorno alle 2.000–2.500 unità. I talebani dispongono di più combattenti, possono contare sui rinforzi da altre province e sulla disponibilità di un maggior numero di armi, come quelle statunitensi, confiscate all’esercito afghano.

Tags: AfghanistanPanjshirStato IslamicoTalebani
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Fondatore e Direttore Editoriale: Maurizio Andreanò
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Mail: redazione@pickline.it

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