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Verso la terza dose per tutti: chi deve farla, quando e perché serve

Politici e scienziati continuano a interrogarsi sull’opportunità di estendere la terza dose di vaccino anti-Covid al resto della popolazione, mentre l'Ema, dopo Pfizer, ha autorizzato anche l'uso di Moderna per il terzo richiamo

Redazione di Redazione
Ottobre 26, 2021
in Italia
Tempo di lettura: 3 mins read
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Verso la terza dose per tutti: chi deve farla, quando e perché serve

L’Italia va verso la terza dose di vaccino per tutti. Che l’ipotesi fosse «uno scenario verosimile» lo ha detto già il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro. I contagi sono in salita anche in Italia, anche se meno che negli altri paesi europei. Il governo monitora la situazione per capire se l’aumento è dovuto al maggior numero dei tamponi effettuati o a una più ampia diffusione del virus. Ma già si pensa di superare l’idea di fare la terza dose soltanto ad anziani e fragili, come deciso dal ministero della Sanità, e di andare verso un calendario che prevede la somministrazione per ogni fascia d’età.

Uno scenario confermato dal direttore generale della prevenzione Giovanni Rezza: «Sulla base di studi effettuati in Israele e negli Stati Uniti si è pensato di coprire le persone più a rischio, che hanno quasi tutte completato il ciclo primario più di sei mesi fa. Ora si sta valutando se e quando dare una dose aggiuntiva alle persone più giovani». E che vede favorevole anche il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Comitato tecnico-scientifico Franco Locatelli: «C’è un sistema di prenotazione disponibile per gli over 60, poi c’è la possibilità, che nel tempo considereremo, anche per i più giovani».

In Italia, il via alla vaccinazione con terza dose è stato dato il 20 settembre 2021, con l’avvio della campagna riservata a persone immunocompromesse, trapiantati e malati oncologici con determinate specificità, ossia circa tre milioni di pazienti. Per questi pazienti, il Ministero della Salute ha specificato che si deve parlare di “dose addizionale”: si tratta di una dose aggiuntiva per raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria dopo il completamento del ciclo vaccinale di due dosi. Va somministrata almeno dopo 28 giorni dalla seconda.

Dal 27 settembre è stata approvata anche la terza dose “booster” per gli over 80, per il personale e gli ospiti delle Rsa, e per i sanitari a partire dai 60 anni, con patologie o con elevato livello di esposizione a infezione. In questo caso viene chiamata dose “booster” perché è un’iniezione di richiamo dopo il completamento del ciclo vaccinale primario, a distanza di almeno sei mesi, con lo scopo di mantenere nel tempo, o ripristinare, un adeguato livello di risposta immunitaria.

Per la terza dose, indipendentemente dal vaccino utilizzato per il ciclo primario, sarà possibile utilizzare uno qualsiasi dei due vaccini a m-RNA autorizzati in Italia (Pfizer e Moderna). A dare l’ok definitivo è stata l’Agenzia europea per il farmaco (Ema). Chi ha fatto il monodose Johnson & Johnson è come se avesse fatto una sola dose di AstraZeneca (i due vaccini sono molto simili): i riceventi di Johnson & Johnson dovrebbero essere i primi a fare una dose aggiuntiva, un richiamo, senza aspettare i sei mesi e indipendentemente dall’età. Questo perché in genere una sola dose fa più fatica a indurre una risposta della memoria immunitaria. Già negli studi di Fase III il vaccino Johnson & Johnson mostrava un’efficacia minore.

Ieri l’Ema ha dato via libera alla somministrazione della terza dose del vaccino Moderna (Spikevax) nelle persone a partire dai 18 anni. Per il richiamo la dose di vaccino è pari alla metà di quella somministrata la prima volta. In precedenza l’apposito comitato Ema aveva già dato l’ok alla somministrazione della terza dose del vaccino Pfizer-BioNTech (Corminaty) dai 18 anni in poi a distanza di sei mesi dalla seconda dose.

In Italia, come in Europa, ci sono segnali chiari di una ripresa del contagio. Il Corriere della Sera spiega, che dopo i dati allarmanti di Gran Bretagna e Germania, anche in Italia il tasso di positività è risalito sopra l’1% e sono aumentati anche i ricoveri (+106). La situazione non è preoccupante perché c’è un alto numero di vaccinati. Ma intanto l’ipotesi terza dose per tutti è sul tavolo delle autorità sanitarie. Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, su Radio Capital, ha anticipato il calendario delle prossime vaccinazioni: «Verosimilmente la terza dose sarà necessaria per tutti» e con precedenza a chi ha fatto il vaccino Johnson&Johnson «che avrà bisogno di un richiamo a tempi brevi». Ma «entro l’anno si procederà a somministrare la terza dose per anziani e personale sanitario. Poi da gennaio al resto della popolazione, scaglionato in base a quando è stata somministrata la prima e la seconda dose»..

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