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Cos’è una no-fly zone

Il presidente ucraino Zelensky la chiede dall'inizio del conflitto, per quello russo Putin sarebbe «un atto di guerra». Ma c’è una ragione per cui la Nato finora non l’ha voluta imporre in Ucraina

Redazione di Redazione
Marzo 8, 2022
in Mondo
Tempo di lettura: 2 mins read
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Cos’è una no-fly zone

Il presidente ucraino Zelensky ha più volte chiesto di istituire una no-fly zone sull’Ucraina. Lo fa dall’inizio del conflitto, ma la richiesta si è fatta più pressante con l’avanzare della guerra. La risposta della Nato e degli Stati Uniti è sempre stata negativa. Chi la impone deve svolgere attività di pattugliamento e, in caso di violazione dello spazio aereo, può arrivare all’abbattimento del velivolo nemico. Ed è per questo che la no-fly zone viene equiparata a «un atto di guerra». Lo ha detto il presidente russo Putin, ma anche alcuni esponenti dei governi occidentali, tra cui la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, e il ministro della Difesa del Regno Unito, Ben Wallace.

Secondo il leader ucraino, rifiutarsi di optare per questa strada significa «dare il via libera a ulteriori bombardamenti di città e villaggi ucraini»: «Vi chiediamo ogni giorno una no fly zone, se non ce la date, almeno forniteci aerei per proteggerci. Se non ci date neanche questi, rimane una sola soluzione: anche voi volete che ci uccidano lentamente. Questa sarà anche responsabilità della politica mondiale, dei leader occidentali. Oggi e per sempre». Ma l’Occidente teme che “chiudere il cielo” equivalga ad aprire uno scontro diretto con la Russia, poiché non basta imporre un divieto. Bisogna anche assicurarsi che venga rispettato e prendere provvedimenti contro chi non lo fa.

Se la Nato imponesse una no-fly zone, sarebbe infatti obbligata a pattugliare i cieli dell’Ucraina, abbattendo i jet di Mosca e attaccando le difese anti-aeree russe in territorio ucraino: per questo il presidente Vladimir Putin la ritiene «un atto di guerra», e sostiene che qualunque Paese imponesse una no-fly zone «parteciperebbe di fatto al conflitto armato».

Le no-fly zone sono utilizzate di norma per proteggere aree sensibili, come residenze reali, edifici governativi, luoghi pubblichi o religiosi, eventi sportivi. Quando sono applicate con fini militari — vietando ad aerei di entrare in un’area specifica per impedire attacchi o sorveglianza, come nel caso ucraino — finiscono per equivalere a un atto di guerra. Queste no-fly zone permettono infatti di entrare in un conflitto senza impegnare le truppe a terra, spiega il New York Times, e con un numero limitato di aerei e infrastrutture: per imporre queste restrizioni, però, è necessario l’uso della forza, compresa appunto la distruzione delle difese anti-aeree e dei jet nemici.

In passato le no-fly zone sono state usate da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia senza il sostegno dell’Onu durante la Guerra del Golfo, nel 1991, per fermare gli attacchi di Saddam Hussein contro i civili che avevano causato migliaia di vittime nel nord e nel sud del Paese, e sono durate fino all’invasione americana dell’Iraq, nel 2003.

La Nato l’ha dichiarata in Bosnia fra il 1993 e il 1995 con il sostegno dell’Onu, e poi nel 2011 in Libia, quando Gheddafi provò a sopprimere le rivolte. Nel 2015 ci furono invece grandi pressioni negli Stati Uniti per dichiarare una no-fly zone in Siria, dove Assad sganciava barrel bomb sui civili e anche i russi conducevano attacchi aerei contro Isis ma anche contro i ribelli che si opponevano ad Assad: a opporsi fu l’allora presidente Barack Obama, che voleva evitare di entrare in conflitto diretto con i russi.

Tags: Guerra Russia-UcrainaNatoNo-fly zoneUcrainaVladimir PutinVolodymyr Zelensky
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P. IVA 02713310833 - ROC n. 31556 - ISSN 2611-528X
PICKLINE è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 89 del 22/05/2018
Fondatore e Direttore Editoriale: Maurizio Andreanò
Direttore Responsabile: Giusy Bottari
Mail: redazione@pickline.it

Alcune delle immagini pubblicate su questo sito sono state reperite da Internet e sono quindi ritenute di pubblico dominio. Se l'autore di una qualsiasi immagine ritenesse che la sua presenza sul nostro sito leda i propri diritti, è invitato a contattarci all'indirizzo email redazione@pickline.it. Dopo la ricezione della comunicazione e la verifica della richiesta, provvederemo prontamente alla rimozione delle immagini in questione.

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