Nulla di fatto per la quarta dose ai soggetti fragili in Piemonte. «La quarta dose, esclusivamente per gli immunocompromessi, è oggetto di valutazione da parte della nostra comunità scientifica. Solo dopo il pronunciamento di Aifa potrà eventualmente essere autorizzata», ha chiarito il ministero della Salute fermando le vaccinazioni. Ieri la Regione aveva annunciato la partenza ufficiale delle somministrazioni a 58 mila piemontesi immunodepressi che avevano superato il periodo di quattro mesi dal ricevimento della terza dose. Tuttavia, mentre la Regione comunicava che i pazienti sarebbero stati convocati dagli ospedali dove sono in cura, il ministero chiariva che non c’era alcun via libera alla somministrazione della dose “addizionale”.
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L’incidente nasce da un cortocircuito di comunicazione. La decisione della regione Piemonte di partire con la somministrazione della quarta dose era arrivata dopo una richiesta di chiarimento inviata il 9 gennaio. La risposta, non chiarissima, è arrivata il 21 gennaio. «I soggetti che rientrano nelle categorie specificate nella predetta circolare, a distanza minima di 28 giorni dalla seconda dose, ricevono una dose addizionale e tale schedula, ovviamente solo per i soggetti a rischio, si configura come ciclo primario. Per tali soggetti è indicata anche la successiva somministrazione di una dose di richiamo a distanza di almeno 120 giorni dal completamento del ciclo primario, ovvero dalla dose addizionale».
Per gli uffici regionali, la risposta ricevuta dal Roma costituiva un lasciapassare esplicito al nuovo ciclo di iniezioni. Ma da Ministero hanno subito chiarito che si trattava di un malinteso: «La decisione del Piemonte, che cita in merito una risposta affermativa del ministero alla possibilità di partire con la quarta dose, a quanto si apprende nasce da uno scambio di mail tra tecnici della Regione e del ministero, da cui è nata un’incomprensione su un via libera che non c’è stato – chiariscono dal Ministero della Salute. – Peraltro dall’inizio della campagna vaccinale sempre le decisioni sul numero di dosi e i soggetti a cui somministrarle sono state precedute dalla valutazione e il via libera dell’Aifa».
Nel frattempo, però, alcuni pazienti hanno già ricevuto la quarta dose. La Regione aveva ricevuto il chiarimento atteso e qualche azienda, ricevuta la comunicazione della Regione, ha deciso di iniziare a convocare i pazienti: trapiantati, persone in terapia oncologica. Cinque giorni fa un gruppo di pazienti immunodepressi ha ricevuto la quarta dose all’hub del Valentino.
A differenza di altri paesi, in Italia non è stata autorizzata la somministrazione della quarta dose del vaccino. Il direttore dell’Aifa, l’agenzia italiana per il farmaco, Nicola Magrini, ha detto che in futuro potrebbe essere somministrato un richiamo «che auspichiamo annuale, ma non sarà una quarta dose».





