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Perché si parla di obbligo vaccinale

L’obiettivo del governo è arrivare al 90% dei vaccinati over 12 il prima possibile. Per farlo si valuta di imporre l’immunizzazione all’intera popolazione: il tema però divide la politica

Redazione di Redazione
Agosto 26, 2021
in Italia
Tempo di lettura: 3 mins read
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Perché si parla di obbligo vaccinale

Trenta giorni per decidere sull’obbligo vaccinale. Il governo prepara un piano in due mosse per raggiunge quanto prima possibile quota 90% di copertura degli over 12. Il primo: rafforzare già nelle prossime settimane il Green Pass, estendendolo al pubblico impiego, ai mezzi di trasporto pubblico locale e soprattutto ai luoghi di lavoro privati. E poi valutare se sia necessario introdurre una legge per imporre la vaccinazione obbligatoria per tutta la popolazione.

Il tema però divide la politica. La ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini, ad esempio, non ha escluso il ricorso all’obbligo vaccinale: «Se dovessimo giudicare irraggiungibile la copertura dell’80% della popolazione non vedrei alternative», ha detto. La decisione, però, «spetta al Parlamento». Per il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri si può attendere fino al 15 settembre, poi si agisce e si impone la vaccinazione.

Ma si può davvero imporre un trattamento sanitario? Si può imporre a una persona di sottoporsi al vaccino anche se questa preferirebbe non farlo? La risposta è «sì» ed è contenuta nella nostra Costituzione che all’articolo 32 recita: «Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». La legge, dunque, prevede la possibilità di imporre un trattamento sanitario nell’interesse collettivo. Quello che non è permesso, invece, è che il trattamento sanitario non «rispetti la persona umana».

Ma per imporre l’obbligo vaccinale servirebbe una legge votata dal Parlamento. Se da una parte ci sono Forza Italia e Pd che si dicono favorevoli, dall’altra c’è la Lega che chiude subito a ogni possibilità dicendosi contrario a «qualsiasi tipo di obbligo, multa e costrizione». «Sono sempre per la libertà, anche per la libertà di cura», dice Matteo Salvini. Un no secco che mette in imbarazzo il governo Draghi e che si scontra con il sì della ministra forzista Mariastella Gelmini. Dunque un centro-destra più che spaccato, e senza una soluzione che possa accontentare tutti.

Se all’interno della politica i pareri sull’introduzione dell’obbligo vaccinale per l’intera popolazione sono discordanti, il via libera arriva da parte del Comitato Nazionale di Biosicurezza, Biotecnologie e Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio dei Ministri. «Esprimiamo parere favorevole ed auspichiamo un’obbligatorietà della vaccinazione, con specifico riferimento a chi svolge funzioni pubbliche e attività che pongano il cittadino a stretto e contatto con altri soggetti e con l’ovvia esclusione delle situazioni di rischio di possibile patologia post-vaccinale», fanno sapete dal Comitato. Sulla stessa linea è anche la Consulta di Bioetica: «Siamo favorevoli all’obbligo del vaccino anti-Covid per tutti. Anzi, è un diritto del cittadino».

E ora, a rafforzare la convinzione dell’obbligo vaccinale, arriva anche la Corte europea dei diritti dell’uomo. I giudici hanno respinto la richiesta di sospensiva dell’obbligo vaccinale proposta da 672 pompieri francesi. Il ricorso era stato fatto contro la legge del 5 agosto scorso. Nella sua decisione, la Corte di Strasburgo ha specificato che non è possibile sospendere la decisione dell’obbligo quando «i ricorrenti sono esposti a un rischio reale di danno irreparabile». Il caso crea un precedente importante che costringe a soppesare bene le cose: se su un piatto della bilancia ci sono la rivendicazione dei propri diritti e della libertà personale, sull’altro piatto ci sono il pericolo pandemia e il rischio contagi.

Nelle prossime settimane, dunque, si deciderà una volta per tutte se imporre o meno l’obbligo vaccinale a tutti o estenderlo solo ad alcune categorie, magari quelle più esposte e a rischio. Gli unici finora a essere stati “costretti” a vaccinarsi sono stati i sanitari: chi non lo ha fatto ha già ricevuto la lettera di diffida, in alcuni casi si è già provveduto al trasferimento ad altra mansione o alla sospensione dal lavoro. In bilico ci sono anche i lavoratori della scuola in vista del rientro a settembre e non si esclude anche un’estensione dell’obbligo vaccinale a chi lavora negli uffici pubblici.

Tags: Green passObbligo vaccinaleVaccini anti-Covid
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