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Asma allergica nei bambini: «Educare i genitori è il primo passo per gestirla al meglio»

Gestire correttamente l’asma significa non solo impostare la terapia per tenere sotto controllo i sintomi, ma anche educare l’intera famiglia a prevenire le crisi, riconoscere i fattori scatenanti e adottare misure preventive quotidiane. Ne abbiamo parlato con il dottor Francesco Guglielmo, specialista in pediatria e allergologia

Giusy Bottari di Giusy Bottari
Febbraio 6, 2025
in Salute
Tempo di lettura: 4 mins read
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Asma allergica nei bambini «Educare i genitori è il primo passo per gestirla al meglio»

L’asma allergica è una delle condizioni respiratorie più comuni nei bambini, in costante aumento negli ultimi anni. Spesso, il primo segnale d’allarme arriva durante la primavera o in autunno, quando i sintomi dell’allergia si intensificano e le difficoltà respiratorie diventano più frequenti. Gestire correttamente l’asma significa non solo impostare la terapia per tenere sotto controllo i sintomi, ma anche educare l’intera famiglia a prevenire le crisi, riconoscere i fattori scatenanti e adottare misure preventive quotidiane. Per fare chiarezza su questa patologia, dalle cause alle manifestazioni cliniche fino alle migliori strategie di trattamento, abbiamo intervistato il dr. Francesco Guglielmo, specialista in pediatria e allergologia, membro della Società Italiana di Allergologia e immunologia Pediatrica (SIAIP) e della Società Italiana Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI), già Coordinatore Regionale Società Italiana di allergologia e Immunologia Pediatrica per la Regione Sicilia.

Cosa si intende per asma allergica e in che modo differisce da altre forme di asma?

L’asma allergica è una forma di asma scatenata da allergeni specifici, come polline, acari della polvere, muffe o pelo di animali. Quando un bambino allergico entra in contatto con questi allergeni, il suo sistema immunitario reagisce in modo eccessivo, causando un’infiammazione nelle vie aeree. Questo può scatenare sintomi come respiro sibilante, tosse, difficoltà respiratorie e senso di costrizione toracica. La principale differenza rispetto ad altre forme di asma, come l’asma da esercizio fisico o l’asma non allergica, sta proprio nella causa scatenante: nell’asma allergica l’infiammazione è innescata da allergeni specifici.

Quali sono i principali sintomi che i genitori dovrebbero osservare?

I sintomi dell’asma allergica possono variare in intensità, ma i più comuni includono tosse persistente, soprattutto di notte o al mattino, respiro sibilante (una sorta di fischio durante la respirazione), affanno e una sensazione di oppressione al petto. Alcuni bambini possono anche manifestare stanchezza cronica a causa delle difficoltà respiratorie notturne. Altri sintomi possono essere associati alle allergie stesse, come prurito agli occhi, starnuti frequenti e naso che cola.

Quali test diagnostici sono necessari per confermare una diagnosi di asma allergica nei bambini?

La diagnosi di asma allergica inizia con un’accurata anamnesi, dove il pediatra cerca di capire la storia familiare e i sintomi riportati. Successivamente, per confermare la diagnosi, si utilizzano test respiratori come la spirometria, che misura la capacità respiratoria del bambino. La spirometria è il test fondamentale per la diagnosi di asma, ma serve anche e soprattutto per seguirne l’andamento nel tempo. È particolarmente importante nelle forme ricorrenti e croniche di asma nei bambini in età scolare con problemi respiratori. Fornisce informazioni sulla quantità d’aria (i volumi) emessa all’esterno dell’organismo e sulla velocità (i flussi) con cui essa viaggia e fuoriesce dall’apparato respiratorio. Il test richiede un certo grado di collaborazione, ed è quindi fattibile solitamente in bambini di età superiore a 5-6 anni. Anche se, con le tecniche moderne, in particolare con l’uso degli incentivatori e con personale adeguatamente preparato, è possibile eseguire test attendibili anche dall’età di 3-4 anni. Gli incentivatori sono applicazioni create appositamente per i bambini che rendono visibile il flusso d’aria emesso tramite animazioni molto accattivanti, aiutandoli così a raggiungere la migliore prestazione possibile. Inoltre, i test allergologici, come il prick test o i test sierologici, permettono di identificare gli allergeni specifici responsabili delle reazioni allergiche.

Quali sono le principali strategie di trattamento?

La gestione dell’asma allergica si basa su tre pilastri principali: evitare l’esposizione agli allergeni, adottare un piano terapeutico con farmaci specifici e monitorare i sintomi nel tempo. Per quanto riguarda la terapia, gli antistaminici e i corticosteroidi per via inalatoria sono i farmaci più comuni per prevenire e ridurre l’infiammazione. In alcuni casi si possono utilizzare broncodilatatori per alleviare rapidamente i sintomi. Inoltre, è importante educare i genitori e i bambini stessi, quando sono abbastanza grandi, su come riconoscere i segni di un attacco d’asma e agire prontamente.

Quali sono le misure preventive che i genitori possono adottare a casa?

Ci sono diverse strategie utili. Ad esempio, in caso di allergia agli acari della polvere, è consigliabile utilizzare rivestimenti antiacaro per materassi e cuscini e mantenere una buona ventilazione della casa. Per i bambini allergici ai pollini, si può ridurre l’esposizione durante le giornate di alto tasso pollinico, evitando attività all’aperto in quei periodi e mantenendo le finestre chiuse. Inoltre, ridurre l’esposizione al fumo passivo e mantenere l’ambiente domestico libero da muffe e umidità può fare una grande differenza.

È possibile che l’asma allergica migliori o scompaia con la crescita?

Sì, in molti casi i sintomi dell’asma allergica possono diminuire con la crescita e il sistema immunitario può diventare meno reattivo agli allergeni. Tuttavia, non è possibile prevedere con certezza se e quando questo avverrà. Alcuni bambini superano del tutto la loro asma, mentre in altri casi i sintomi possono persistere in forma lieve o tornare in età adulta. È importante continuare con le visite di controllo e tenere monitorato il bambino, anche durante l’adolescenza.

Il bambino asmatico può fare sport?

Assolutamente sì! Lo sport può aiutare a migliorare la capacità respiratoria e la gestione della respirazione. Ovviamente, è importante scegliere attività che non espongano il bambino a un rischio eccessivo di crisi asmatiche. Sono sconsigliati gli sport estremi, in cui il bambino o l’adolescente può essere soccorso con difficoltà, le immersioni subacquee in profondità e le attività svolte in ambienti fortemente inquinati. Per tenere l’asma sotto controllo, è necessario assicurare l’aderenza alle terapie e informare gli istruttori sulle condizioni di salute del bambino e sulle procedure da seguire in caso di emergenza. Un bambino asmatico che fa sport dovrebbe sempre respirare attraverso il naso (per ridurre il contatto con gli allergeni), non svolgere l’attività negli orari più caldi e in presenza di sintomi respiratori (tosse, sibili, affanno). Naturalmente, ogni bambino è diverso e il tipo di attività sportiva va valutato con lo specialista, che può consigliare al meglio in base alle esigenze individuali.

Qual è il consiglio che darebbe ai genitori di un bambino con asma allergica?

Il consiglio principale è di informarsi bene sulla malattia, senza farsi prendere dall’ansia. Una gestione accurata e serena dell’asma allergica, con un attento monitoraggio e il supporto medico, permette di ridurre notevolmente le crisi e migliorare la qualità della vita del bambino. I genitori sono i primi a dare al bambino l’idea che può vivere serenamente e in autonomia: con il giusto supporto e gli strumenti adeguati, l’asma allergica non è più quella barriera insormontabile che si temeva un tempo.

Tags: AllergieAsma allergicaBambini asmatici
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